Istat, in Italia i 30enni laureati sono il 26,9%: penultimi in Europa

Cronaca
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Secondo l’Istituto di statistica, poco più di un italiano su 4 di età compresa tra 30 e 34 anni possiede il titolo di dottore. Dal 2008 miglioramento di 7,7 punti percentuali. Meglio il Centronord rispetto al Sud. Il 60,9% della popolazione ha almeno un diploma

Poco più di un italiano su quattro di età compresa tra 30 e 34 anni possiede una laurea. Una dato negativo che posiziona il nostro Paese al penultimo posto in Europa. Il dato arriva dalle statistiche Istat secondo cui la quota di 30-34enni in possesso di titolo di studio terziario (laurea, Afam e post laurea) è pari al 26,9%, contro il 39,9% della media Ue nel 2017.

Si mantiene il gap con l’Ue, statistiche peggiori al Sud

In base a quanto riportato dall’Istituto di statistica, nonostante un aumento dal 2008 al 2017 di 7,7 punti percentuali, l'Italia è comunque penultima tra i Paesi dell'Unione e non è riuscita ad accorciare il gap nei confronti delle altre nazioni. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, la quota di 30-34enni laureati, già bassa, nel Nord e nel Centro risulta rispettivamente del 30% e 29,9%, mentre al Sud si riduce al 21,6%, con un divario in costante in aumento.

Distanti dalle medie Ue anche nei diplomi. Donne più istruite

Oltre ai dati sui laureati, Istat ha pubblicato anche quelli sui cittadini con almeno un diploma. In particolare, nel 2017 si stima che il 60,9% della popolazione italiana di 25-64 anni abbia almeno un titolo di studio secondario superiore. Un valore comunque distante da quello medio europeo (77,5%). Sulla differenza pesa soprattutto la bassa quota di titoli terziari: 18,7% in Italia e 31,4% nella media Ue. L'Istat certifica comunque che dal 2008 allo scorso anno la quota di popolazione con almeno il diploma secondario superiore è in deciso aumento. Inoltre, viene segnalato che il livello di istruzione delle donne risulta più elevato di quello maschile: il 63% ha almeno un titolo secondario superiore (contro 58,8% degli uomini) e il 21,5% ha conseguito un titolo di studio terziario (contro 15,8% degli uomini). Secondo l'Istat, i livelli di istruzione femminili stanno aumentando più velocemente di quelli maschili.

Al Sud si abbandonano di più gli studi

Secondo i dati Istat, nel 2017 la quota di 18-24enni che hanno abbandonato precocemente gli studi è pari al 14%; per la prima volta dal 2008 il dato non ha registrato un miglioramento rispetto all'anno precedente. Le statistiche confermano, inoltre, che le differenze territoriali negli abbandoni scolastici precoci sono molto forti (18,5% nel Mezzogiorno, 10,7% nel Centro, 11,3% nel Nord) e non accennano a ridursi.

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