Strasburgo condanna l'Italia per la confisca di Punta Perotti a Bari

Un frangente dell'abbattimento di Punta Perotti a Bari (ansa)
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Per i giudici è stato violato il diritto al rispetto della proprietà privata. La sentenza della Corte europea riguarda anche Golfo Aranci (Olbia), Testa di Cane e Fiumarella di Pellaro (Reggio Calabria)

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha stabilito che le autorità italiane non avrebbero dovuto procedere con la confisca di numerosi terreni, dove sorgevano costruzioni abusive, senza una previa condanna dei responsabili. Il pronunciamento riguarda Punta Perotti, a Bari, Golfo Aranci, a Olbia, e Testa di Cane e Fiumarella di Pellaro, a Reggio Calabria. La sentenza non è appellabile. Per i giudici, le autorità italiane hanno violato il diritto al rispetto della proprietà privata.

La sentenza

La Corte di Strasburgo definisce la misura di confisca attuata nei confronti di quattro società e una persona come "sproporzionata", riservandosi tuttavia di decidere in un secondo momento sull'ammontare del risarcimento, anche per dare tempo - 3 mesi - al governo e ai ricorrenti la possibilità di raggiungere un accordo sulla cifra. 

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