Napoli, coppia gay denuncia: ci hanno vietato ingresso in un lido

Archivio (Getty)
3' di lettura

Due ragazzi sostengono di essere stati respinti da un locale a Bacoli, nel Napoletano. Il personale gli avrebbe comunicato che la serata era solo per coppie uomo-donna. Il titolare ribatte alle accuse: respinti perché ubriachi, 50% dei nostri clienti è omosessuale

Due ragazzi gay uniti civilmente hanno denunciato di essere stati respinti all'ingresso di un locale a Bacoli, nel Napoletano, per una discriminazione sessuale. La Questura di Napoli ha raccolto la loro versione e sono partite le indagini per verificare se si tratta di omotransfobia, come sostiene l’Arcigay, oppure se il motivo alla base del divieto di accesso sia diverso, come afferma il titolare del lido, secondo cui i ragazzi “erano ubriachi”.

La vicenda

La storia è stata denunciata dal consigliere campano dei Verdi Francesco Emilio Borelli che ha citato la pagina Fb dell'attore Gianfranco Gallo che per primo ha sollevato la questione. Secondo quanto raccontato, i due protagonisti della vicenda, al momento di entrare in un locale sul lungomare di Miliscola sarebbero stati fermati da personale della sicurezza che gli ha spiegato che la serata era solo per coppie costituite da uomo e donna e che non era possibile dunque accedere. Dopo alcuni minuti è arrivato, secondo quanto denunciato dai due, il titolare del locale secondo il quale l'ingresso era stato negato in quanto ubriachi e non in quanto omosessuali. Una circostanza, spiega Borrelli, "smentita seccamente dai querelanti che hanno chiesto ai carabinieri, nel frattempo intervenuti, di sottoporsi all'alcol test".

La denuncia dell’attore

"Sono venuto a conoscenza di questa storia vergognosa attraverso i social - dice l'attore Gianfranco Gallo - e quando ho letto la denuncia dei ragazzi ho deciso di espormi utilizzando il mio profilo per portarla alla luce. Qui parliamo di diritti umani, non c'entra la politica". (I DATI SULL'OMOFOBIA)

La versione del titolare

Ma il titolare del locale al centro dell’episodio nega qualsiasi connotazione sessuale alla base del rifiuto: "Il nostro locale è aperto alle coppie gay. Almeno il 50% dei clienti che frequenta il lido e presenzia alle nostre serate è gay. Se non sono entrati è solo perché erano ubriachi”. Secondo la sua versione, “il responsabile della sicurezza ha riferito che si sono presentati in quattro dichiarando di essere gay. Tra loro c'era qualcuno che era in stato di ebbrezza, tanto che uno è anche inciampato. A quel punto la sicurezza ha vietato loro l'ingresso. Dinanzi a questo diniego il gruppetto si è posto male. In maniera maleducata. Ma è solo per questo che non sono entrati, per motivi di sicurezza, non perché gay".

La reazione della Cirinnà

La senatrice Pd Monica Cirinnà, promotrice della legge sulle unioni civili, ha commentato: “Se corrispondesse al vero la notizia che ad una coppia gay è stato impedito l'accesso in un locale pubblico nell'area flegrea, sarebbe una cosa gravissima. Le autorità comunali intervengano sul locale, sanzionando pesantemente la proprietà, per ripristinare il buonsenso".

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