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Asti, truffa su accoglienza migranti: sequestrati immobili a sacerdote

A mettere i sigilli sugli immobili gli uomini della Guardia di finanza con i poliziotti (Ansa)
2' di lettura

Operazione congiunta di poliziotti e fiamme gialle coordinata dalla Procura. Ma il parroco si difende: "Fondi usati regolarmente"

La Procura di Asti sta indagando su una presunta truffa che riguarda l'accoglienza dei migranti e che coinvolgerebbe un parroco, che però nega ogni addebito.  

Gli immobili sequestrati

A riportare la notizia è l'agenzia Ansa, secondo la quale, in un'operazione congiunta, Polizia e Guardia di finanza hanno posto i sigilli a tre immobili riconducibili all'uomo, che è sacerdote a Piea, comune di poco più di 600 abitanti in provincia di Asti. Il prete sotto indagine è molto impegnato nell'assistenza ai migranti. Oltre a lui – come scrive l'edizione locale del quotidiano "La Stampa" – nella presunta truffa sui fondi della Prefettura destinati all'accoglienza risulterebbero coinvolti anche due cittadini stranieri. Sull'inchiesta, però, gli inquirenti mantengono per ora il massimo riserbo.

La difesa del sacerdote

A difendere il sacerdote, sostenendo che i fondi siano stati usati in maniera regolare, è l'avvocato Aldo Mirate: "Il parroco nega di essersi appropriato di denaro pubblico e o di avere riciclato risorse finanziarie. Chiederemo una immediata ricostruzione contabile dei flussi finanziari erogati dallo Stato e del loro effettivo utilizzo per il funzionamento del centro di accoglienza. I tre immobili, peraltro di modesto valore, sono stati acquistati dagli intestatari con denaro che non ha alcuna attinenza con i contributi erogati al centro di accoglienza straordinaria".  

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