Maltempo, esondazioni in Emilia: evacuate mille persone

Cronaca

Nel Reggiano l'Enza ha rotto gli argini. Nel Modenese ha tracimato il Secchia. In Toscana problemi soprattutto nella provincia di Lucca. Danni in Sicilia legati al forte vento - METEO

Dopo la Liguria, è l'Emilia Romagna la regione più colpita del maltempo. Situazioni più critiche sul Parmense e nel Reggiano. In quest'ultima zona, oltre mille persone sono state evacuate perché il fiume Enza ha rotto gli argini. Anche il fiume Secchia è tracimato, allagando la strada a Campogalliano, nel Modenese. I vigili del fuoco sono intervenuti per recuperare due persone ed alcuni animali, in una zona non lontana dall'argine. Operazioni di recupero anche per altre tre persone. Intanto, secondo quanto si apprende, il premier Paolo Gentiloni ha avuto una telefonata con il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli sulla situazione del maltempo.

Si allontana la perturbazione dalla Liguria

Intanto, dopo ore difficili e una notte di apprensione con pioggia, gelo, raffiche di vento e mareggiate che hanno tenuto sotto scacco la Liguria da ponente a levante, la perturbazione che aveva interessato la zona si è allontanando. A Genova, nella notte tra l'11 e il 12 dicembre, per via della mareggiata è stato necessario chiudere al traffico un tratto dell'Aurelia che percorre la costa al confine tra Vesima e il comune di Arenzano. La decisione era arrivata dopo il cedimento parziale di un tratto di carreggiata. 

Esondazioni in Emilia

Per quanto riguarda l'Emilia Romagna, dopo le piogge cadute, "la piena del fiume Enza ha tracimato" a Lentigione di Brescello, nel Reggiano, dove sono state evacuate oltre mille persone. Sul posto tecnici Aipo e protezione civile hanno predisposto gli interventi di emergenza: la situazione viene definita dalla protezione civile “complessa e in evoluzione”. Il sindaco di Boretto, comune del Reggiano vicino alla zona interessata dall'esondazione del fiume Enza, ha invitato la popolazione della zona della frazione di Santa Croce, che si trova nei pressi dello sbocco dell'Enza nel Po, a lasciare le proprie abitazioni essendo l'area a rischio. Ma ha tracimato anche il fiume Secchia. E tutti i fiumi principali del Parmense (Enza, Taro e il Torrente Parma), spiega la Prefettura, "hanno superato il livello 3: il massimo grado della scala di allarme prevista dal sistema regionale di allertamento. Anche la piena del Torrente Baganza ha superato il livello 3".

Liguria, finita l'allerta

Rientrata, invece, l'allerta meteo che ha interessato la Liguria nelle ultime 48 ore. I livelli dei fiumi sono in lenta e progressiva diminuzione. La portata dei torrenti, ancora per qualche giorno, sarà superiore alla situazione normale. L'evento meteorologico è stato uno tra i più importanti degli ultimi anni, dice Arpal. L'intensità delle precipitazioni mediamente non ha destato particolari preoccupazioni, ma la persistenza dei fenomeni, associata ai quantitativi, lo ha reso particolarmente gravoso. Una nuova perturbazione è attesa per giovedì 14 dicembre. Allerta finita, ma non sono terminati i disagi: 12.900 persone sono rimaste senza energia elettrica. Di queste, 6mila nella provincia di Genova e 6.900 in provincia di Savona. A tracciare un primo bilancia della due giorni di maltempo è il presidente della Regione, Giovanni Toti: "Abbiamo passato 36 ore molto difficili, siamo stati accerchiati da mare e da cielo ma, per fortuna, ci sono stati solo danni materiali, segno che il lavoro svolto in questi anni è positivo".

Gelo in Piemonte e disagi alla viabilità

Non nevica più sul Piemonte. A preoccupare qui è il gelicidio, soprattutto nell’Alessandrino, dove alcune ambulanze sono rimaste bloccate durante il servizio. Termometro sotto lo zero anche a Torino. Notevoli i disagi alla viabilità, il ghiaccio ha causato forti ritardi all'aeroporto di Caselle per la presenza - come ha denunciato sui social il senatore Pd Stefano Esposito - di un solo mezzo per sghiacciare le ali. Disagi anche sulla rete ferroviaria, con i bus sostitutivi attivi nei tratti ancora chiusi.

Venezia alle prese con l’acqua alta

Nella mattinata del 12 dicembre si era registrata anche acqua alta a Venezia, dove la punta massima di marea sul medio mare ha raggiunto i 102 cm alle 6.15 secondo le rilevazioni del centro previsioni maree del Comune. Con questo livello - marea sostenuta pari a codice giallo - è stata interessata la parte più bassa del suolo cittadino a partire da piazza San Marco. 

Toscana, esondato il Serchio

In Toscana l'ondata di maltempo ha riguardato principalmente il forte vento. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco di Firenze. Tre famiglie sono state evacuate dalle loro abitazioni a causa dei danni subiti al tetto. Nel corso della notte, come si legge dall'account Twitter della Provincia di Lucca, il fiume Serchio è esondato nel territorio di Borgo a Mozzano (Lucca), provocando la chiusura momentanea della statale 12 del Brennero. La regione, intanto, avrebbe deciso di dichiarare lo stato di emergenza per la provincia di Lucca in seguito alle criticità provocate dalle intense piogge e dal vento. Sono stati Castelnuovo Garfagnana e Stazzema ad accusare più pesantemente le conseguenze del codice rosso che era scattato in Garfagnana e Versilia.

Forte vento e disagi a Palermo

Il maltempo ha interessato anche il Sud. Sono un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco provocati dal forte vento che ha sferzato la provincia di Palermo. Alberi abbattuti, intonaco, cornicioni, grondaie e tettoie caduti. Sullo scorrimento veloce Palermo-Sciacca, all'altezza dello svicolo per Altofonte, un albero si è abbattuto su un'auto in movimento, nessun ferito. Alberi sulla carreggiata anche in autostrada, sulla Palermo-Mazara del Vallo e sulla Palermo Catania. A causa del mare mosso sono saltati i collegamenti marettimi con le isole minori.

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