Frode fiscale da oltre 20 milioni, due arresti e sequestri a Brescia

Una volante della Guardia di Finanza (LaPresse)
2' di lettura

Tramite delle società edili gli indagati non avrebbero presentato la corretta documentazione delle assunzioni di oltre 3mila operai. Nove in totale le persone coinvolte. Le indagini erano cominciate nel 2015

Due persone sono state arrestate dai finanzieri della Compagnia di Chiari, in provincia di Brescia, con l'accusa di frode fiscale per milioni di euro. Il gip ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un 63enne, originario di Rovato ma residente nel capoluogo, e ha chiesto gli arresti domiciliari per un 46enne di origine albanese ma residente a Trenzano. I reati contestati sono omessa dichiarazione, occultamento della contabilità, illecita compensazione delle imposte dovute e truffa aggravata. La Guardia di Finanza ha sequestrato ai due risorse per oltre 20 milioni di euro, tra cui il congelamento delle proprietà di tre case, una moto e circa 27mila euro liquidi.

Due anni di indagini

Le indagini erano iniziate nel 2015. Coinvolti nove indagati che, tramite una serie di società edili, avevano assunto oltre 3mila operai dal 2011 al 2014, ma avrebbero omesso di presentare le dichiarazioni fiscali obbligatorie, occultando ricavi per quasi 14 milioni di euro. Secondo la magistratura, inoltre, avrebbero presentato agli istituti di credito falsi modelli di pagamento F24. Così facendo, avrebbero illecitamente compensato le imposte dovute e i contributi previdenziali e assistenziali gravanti sugli stipendi dei dipendenti per un ammontare complessivo di oltre 23 milioni di euro.

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