Domiciliari al pirata della strada condannato a 7 anni e 6 mesi

Cronaca
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Il gup del Tribunale lombardo ha deciso che l'uomo lascerà il carcere quando sarà disponibile il braccialetto elettronico. Ieri il 33enne responsabile di un incidente mortale lo scorso 30 aprile è stato condannato a 7 anni e 6 mesi per omicidio stradale

Il gup di Milano Natalia Imarisio ha disposto gli arresti domiciliari per il 33enne che, il 30 aprile scorso, travolse con il suo Suv l’auto di un manager e poi fuggì. La vittima, un 57enne di Cornaredo, morì poi in ospedale. Il 17 ottobre il responsabile dell'incidente è stato condannato a 7 anni e 6 mesi per il reato di omicidio stradale aggravato dalla fuga e dall’omissione di soccorso. Il gup ha accolto un’istanza della difesa del 33enne, che lascerà quindi il carcere di San Vittore, dove è recluso, non appena sarà disponibile il braccialetto elettronico.

La condanna

L’uomo responsabile dell’incidente è stato condannato dal gup di Milano al termine del processo con rito abbreviato. Il pm titolare dell’indagine aveva chiesto per lui 10 anni di reclusione. Il giudice ha riconosciuto l’impianto accusatorio con le aggravanti della fuga e dell’omissione di soccorso, anche se la condanna è stata minore alle richieste della procura: 7 anni e mezzo. Oltre alla detenzione, il magistrato ha stabilito una provvisionale di risarcimento da 100mila euro per i familiari della vittima, che si sono costituiti come parte civile.

La dinamica dell'incidente

Il responsabile dell’incidente, alla guida del suo Suv, travolse il manager 57enne in viale Monza a Milano, all’altezza della fermata della metropolitana di Rovereto, dopo che non si era fermato a un semaforo rosso. Il 33enne fuggì e lasciò agonizzante il conducente dell’altra auto, che poi morì poco dopo. Prima dell’incidente il Suv dell’uomo viaggiava a una velocità compresa tra i 130 e i 150 chilometri orari, e l’impatto mortale sarebbe avvenuto a 125 chilometri orari.

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