Napoli: producevano false scarpe Hogan, 15 denunce

Cronaca
Fotogramma_Scarpe_contraffatte

La Finanza ha scoperto una fabbrica clandestina a Casoria. Dopo il sequestro i falsari hanno rubato i macchinari per continuare la produzione a San Pietro a Patierno, ma sono stati nuovamente scoperti

Due fabbriche clandestine, dedicate alla produzione di imitazioni di calzature della nota marca "Hogan" sono state scoperte dai militari della Guardia di Finanza di Napoli in due comuni della provincia partenopea. Sono 15 in tutto le persone denunciate.

I sequestri

I laboratori erano veri e propri opifici industriali, dove venivano prodotte e confezionate le false Hogan. Sono stati sequestrati 35 macchinari di ultima generazione, 450 paia di calzature, oltre a 133mila pezzi tra tomaie, suole, etichette, scatole e semilavorati vari che avrebbero consentito la produzione di decine di migliaia di calzature.

Il capannone

I primi sigilli scattano nel comune di Casoria dove i militari delle Fiamme gialle individuano un'automobile in cui venivano trasportate diverse paia di scarpe false. Da lì i controlli portano alla scoperta di un capannone di circa 200 metri quadrati, al cui interno erano impiegate 13 persone. Qui gli uomini della Guardia di Finanza trovano laboratori e magazzini alimentati con energia elettrica rubata grazie a un allaccio abusivo. Oltre 90mila i prodotti sequestrati in loco.

La denuncia e il secondo laboratorio

Dopo aver chiuso i la fabbrica, nel giro di poche ore, il proprietario presenta una denuncia di furto di tutti i costosi macchinari che venivano utilizzati per la produzione delle false Hogan, sequestrati nell'opificio di Casoria. I successivi accertamenti della Guardia di Finanza del capoluogo partenopeo - dopo aver intercettato un'altra auto con all'interno le scarpe - arrivano così ad una villetta San Pietro a Patierno dove gli autori del furto si erano riorganizzati dedicandosi alla contraffazione con gli stessi macchinari già oggetto di sequestro.

La manodopera

All’interno della abitazione, i finanzieri hanno così scovato otto persone che erano state già individuate nella fabbrica di Casoria, oltre ai macchinari che erano stati sottratti. Anche in questo caso viene riscontrato un allaccio abusivo alla rete elettrica. In questo secondo blitz, i baschi verdi sono più di 43mila i prodotti sottoposti a sequestro.

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