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Ucciso per sventare una rapina, arrestate due persone

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Il muratore ucraino Anatolij Korol era morto sabato scorso davanti alla figlia nel tentativo di impedire l'assalto a un negozio in provincia di Napoli. Fermati in Calabria i responsabili che avrebbero confessato tutto

"Sì, siamo stati noi". Hanno confessato le due persone fermate per l'omicidio di Anatolij Korol, 38 anni, il muratore che ha provato a sventare una rapina a Castello di Cisterna, in provincia di Napoli, sabato scorso. Sono state arrestate per il reato di concorso in omicidio volontario e rapina aggravata. Si tratta di Marco Di Lorenzo e Gianluca Ianuale, fratellastri e figli del boss Ianuale.

I due sono stati rintracciati dai militari a Cosenza, dove si erano trasferiti da alcuni giorni. Secondo quanto si è appreso, gli assassini la notte del delitto non avevano fatto rientro nelle proprie abitazioni ed avevano dormito in un residence nel Napoletano.

 

La dinamica dell'omicidio - Dalla ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato Ianuale, 20 anni, ad uccidere Korol. Ad entrare nel supermercato armato di pistola (l'arma non è stata ancora trovata) era stato Marco di Lorenzo, 32 anni, il quale era stato disarmato dal muratore ucraino. A quel punto il fratellastro, dopo avere cercato di liberare Di Lorenzo, colpendo Korol con dei pugni e ferendolo con una penna, ha impugnato la pistola ed ha fatto fuoco, così come si vede anche dai filmati registrati dalla videosorveglianza. I due si sono subito resi latitanti e si sono disfatti dei vestiti.

I funerali dell'eroe - Domani, domenica 6 settembre, si svolgeranno in Ucraina i funerali di Anatolij e, in concomitanza, a Castello di Cisterna, ci sarà il lutto cittadino. In serata invece è prevista una messa in ricordo dell'uomo, celebrata dal vescovo di Nola, Beniamino Depalma. Seguirà una fiaccolata, organizzata dall'amministrazione comunale, a cui sono stati invitati i sindaci di tutta la provincia di Napoli.

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