Agguato ad Adinolfi, Cancellieri: "Si valutano tre piste"

Cronaca

Secondo il ministro dell'Interno, le ipotesi investigative per il ferimento dell'ad di Ansaldo portano alla matrice vetero-brigatista, a quella anarco-insurrezionalista e a quella commerciale. In Rete nota di solidarietà agli aggressori da parte dei Gap

Nelle indagini sul ferimento dell'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, si stanno valutando tre piste: quella vetero-brigatista, quella anarco-insurrezionalista e quella 'commerciale', legata agli interessi dell'azienda nell'Est europeo. A dirlo, nel riferire alla Camera, il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri.

La gambizzazione dell'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, "desta molta preoccupazione per la sua gravità – ha detto ancora il ministro - non è necessario che io ricordi il valore simbolico che, in passato, l'Ansaldo ha rappresentato nella lotta all'eversione”. L’agguato ad Adinolfi, "non è stato finora rivendicato e non risulta che la vittima abbia ricevuto minacce” ha aggiunto il ministro.

Un documento, a firma dei GAP (Gruppi Armati Proletari), dal titolo "Contro la violenza dei padroni...violenza rivoluzionaria", è comparso sul network indipendente "Indymedia" nel tardo pomeriggio dell'8 maggio. Nel testo si attacca il governo Monti e si fa riferimento anche al manager gambizzato. Il documento, che si configura come una attestazione di solidarietà nei confronti dell’agguato, è al vaglio degli inquirenti, che escludono rappresenti una rivendicazione.

A margine dell'informativa, poi, a chi le chiedeva se, visto il clima di tensione nel Paese, fosse stata potenziata la scorta per il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, Anna Maria Cancellieri ha risposto che Fornero "ha già un livello di tutela molto elevato".

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