Il testamento biologico? Per ora c'è quello virtuale

Cronaca

L'associazione Luca Coscioni lancia su Facebook un applicazione per decidere chi debba gestire il proprio account in caso di impossibilità di decidere. In attesa che si possa fare la stessa cosa con i propri corpi

Cosa accade ai nostri profili su Facebook quando non siamo più in grado di intendere e di volere? Secondo l'associazione Luca Coscioni, la stessa cosa che oggi accade ai nostri corpi. La decisione ultima viene presa da un'entità terza, escludendo quasi sempre i nostri cari e chi ci voleva bene. E così, in attesa di una legge che introduca con il testamento biologico la possibilità di indicare le proprie volontà nel caso in cui non si sia più in grado di esprimerle, l'associazione ha deciso di lanciare un applicazione che permette di "nominare" due esecutori testamentari che decidano cosa fare della propria identità su Facebook.

L'applicazione, chiamata The Last Wish (l'ultimo desiderio) è accessibile cliccando qui e  permette all'utente di nominare due 'esecutori testamentari' che, in  caso di decesso, possono attivare una procedura di pubblicazione di un messaggio scelto preventivamente dall'utente. Realizzata dalle agenzie Ninja Lab e Mikamai, The Last Wish si present in modo provocatorio e ironico. "Hai sempre curato la tua immagine al meglio? Casa, giardino, auto?" ti chiede l'applicazione. "Allora non puoi andartene senza curare ogni dettaglio, come si addice a un uomo moderno che conosce l'importanza della propria identità digitale. The Last Wish è un servizio che ti permette di gestire al meglio il tuo profilo Facebook in caso tu sia impossibilitato a farlo per gravi motivi." Il tutto sempre facendo le corna.

Ma al di là della provocazione l'applicazione si inserisce all'interno della questione della morte ai tempi di Internet. Nuovi social network sono nati recentemente per condividere l'elaborazione del lutto e Facebook si è dotata di strumenti per gestire i profili delle persone defunte. Resta aperto, così come nel mondo reale, chi abbia diritto di gestire la propria identità virtuale nel momento i cui, per ragioni esterne, ci troviamo nella condizione di non intendere ne volere. Scherzando, ma non troppo, quelli della Luca Coscioni hanno cercato di trovare una soluzione per il mondo virtuale. Per quello reale la discussione è ancora aperta.

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