Continuità aerea con modello misto franco-spagnolo

Sardegna
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Una proposta per coniugare mobilità dei sardi e mercato libero

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di Marzia Piga

Un modello di continuità territoriale misto, che metta insieme le migliori esperienze della Corsica e delle isole spagnole e che consentirebbe di superare i problemi sollevati dall'Ue legati alla libera concorrenza e agli aiuti di Stato. È la proposta di una nuova strada per garantire ai sardi il diritto alla mobilità presentata oggi in Consiglio regionale durante la seduta della Commissione speciale per l'Insularità, dai docenti universitari cagliaritani Roberto Devoto e Gianfranco Fancello, insieme all'avvocato Giovanni Dore, esperto in materia di diritto dell'Unione europea.
    Il modello proposto si basa sul fatto che la Sardegna presenta una curva di domanda cosiddetta "a campana", con mesi in cui c'è una richiesta bassa di voli e un periodo centrale in cui è elevata, e prevede la valorizzazione dei vantaggi dei modelli francese e spagnolo. Allo stesso tempo include le compagnie low cost, che rappresentano oltre due terzi dei voli nazionali, all'interno del sistema.
    Dal 1 ottobre al 31 maggio si utilizzerebbe il modello francese, con l'assegnazione del collegamento agli hub a una compagnia e con voli, tariffe e orari bloccati. Mentre dal 1 giugno al 30 settembre prevede il modello spagnolo, con l'apertura al libero mercato, che quindi non avrebbe la necessità di autorizzazione da parte della Commissione europea. Nel periodo estivo, dunque, sarebbe previsto il rimborso del 50%-75% del biglietto per i residenti, si potrebbe fissare un top price per accedere al rimborso, oltre il quale la Regione non consentirebbe alcuna restituzione, e un low price al di sotto del quale non si potrebbe accedere.
    Un modello che, secondo gli esperti, potrebbe costare tra i 100 e 140 milioni di euro annui, contro gli 84,3 milioni della Corsica (248,5 euro/residente), che però ha poco meno di un quarto della popolazione della Sardegna, e i 200 milioni delle Isole Baleari che conta su una popolazione di 1 milione e 107mila abitanti (180,6 euro/residente). Questo modello misto consentirebbe di aumentare la concorrenza tra i vettori nel periodo in cui c'è più richiesta, ampliando l'offerta anche ad altre tratte, e metterebbe in sicurezza la Sardegna nel periodo meno appetibile per i vettori. "La Continuità territoriale è il nostro ponte sullo Stretto - ha affermato il presidente della commissione Cossa -. È vergognoso - ha concluso - che lo Stato destini risorse così scarse mentre la Spagna investe mezzo miliardo di euro per le isole Canarie e Baleari".
   

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