Elena Cattaneo, la sfida ai no vax è la scienza che convince

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Farmacologa a Cagliari, "è un'arma pacifica portentosa"

DI STEFANO AMBU

No vax contro scienza? No, non deve essere una sfida: la scienza può provare a coinvolgere chi ha dubbi o chi esita con le sue armi pacifiche. È il messaggio lanciato da Elena Cattaneo, farmacologa, biologa, accademica e senatrice a vita, per inaugurare a Cagliari in Rettorato la XIV edizione del FestivalScienza. "Nelle contrapposizioni storicamente ci sono sempre gli irriducibili - spiega all'ANSA - C'è sempre uno zoccolo duro che non cambia opinione. Bisogna lavorare su una modalità di comunicazione che raggiunga colui o colei che ha una diversa posizione, non in maniera conflittuale. Non deve essere una sfida sull'errore di valutazione, ma una spiegazione magari dei rischi a cui si va incontro se non ci si sottopone ad esempio al vaccino anti Covid. Cominciamo a lavorare con gli esitanti con un approccio inclusivo".

La scienza come mezzo per capire. Per andare avanti. "Il metodo scientifico - chiarisce - è un'arma pacifica portentosa anche per disinnescare le paure. È un grande alleato dell'uomo. La scienza non è 'la verità', ma un metodo che permette di capire come stanno le cose al meglio delle condizioni e delle possibilità date, e di consegnare a tutti i cittadini prove verificabili. Fare scienza è come avanzare nel deserto: ogni nuova ricerca parte da un'idea, ma è impossibile sapere in principio se si rivelerà esatta, quali strade seguirà, quanto ci permetterà di scoprire, o se si rivelerà un miraggio, costringendoci a tornare indietro e ripartire da zero. È grazie a questo processo di continua rivalutazione della conoscenza disponibile che la scienza permette di conquistare, per tutti, un nuovo pezzettino di conoscenza".

Il pensiero "antagonista" passa però attraverso i social o magari nei gruppi whatsapp. "C'è la necessità di spiegare meglio la scienza - precisa l'accademica- spesso si raccontano i risultati della scienza, ma non si racconta del metodo della scienza. La scienza è molto più dei risultati che produce. I social? Sono un grandissimo strumento. Ma quando portano avanti un deragliamento e producono i cosiddetti fatti alternativi diventano pericolosi. Quindi da combattere, pacificamente, con la scienza".

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