4 novembre: celebrazioni in Sardegna

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Caserme aperte, mostre e corone in memoria dei caduti

"Un Reggimento da sempre riconosciuto quale unità d'eccellenza della nostra fanteria, fedele al proprio motto 'Sa vida pro sa patria', ha contribuito a dare lustro all'Esercito e all'Italia in ambito internazionale". È uno stralcio della motivazione con la quale, il 22 ottobre scorso, è stata concessa l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia alla Bandiera di Guerra del 151° Reggimento fanteria "Sassari".

E' stata riletta questa mattina a Sassari nel corso delle celebrazioni per il 4 novembre, giornata dell'Unità nazionale e delle Forze Armate, presente il comandante della Brigata, generale Andrea Di Stasio. Occasione per "tenere viva, nelle nuove generazioni, la coscienza collettiva sulle radici e l'identità nazionale". Analoghe iniziative si sono svolte in tutta la Sardegna. A Sassari, oltre alla cerimonia, i cittadini hanno potuto visitare il museo storico dei 'Dimonios' nella caserma La Marmora, sede del comando Brigata, e confrontarsi con i militari. Porte aperte con spazi per eventi e mostre anche nelle caserme Gonzaga a Sassari, Monfenera a Cagliari e Pisano a Teulada. A Cagliari le celebrazioni sono cominciate con la deposizione delle corone d'alloro al Monumento ai Caduti e poi proseguite nella sede del comando Legione Carabinieri Sardegna. Tra gli interventi, quello del sindaco Paolo Truzzu. "La memoria e il ricordo servono da monito e da esempio per tutte le generazioni che si sono succedute - ha detto - E servono soprattutto per riuscire a decifrare gli anni a venire". La Banda della Brigata Sassari si è poi esibita in Municipio. L'inno dei 'Dimonios' ha risuonato anche fuori dai confini sardi e nazionali: al quartier generale del Nato Rapid Deployable Corp di Salonicco, è stata infatti la banda del Corpo d'armata dell'esercito greco ad intonare il canto della vittoria dei 'Diavoli rossi'.

Cerimonia anche a Porto Torres con il ricordo dei caduti e l'omaggio al finanziere Salvatore Cabitta, ucciso 53 anni fa da un gruppo di terroristi altoatesini, e del carabiniere Walter Frau, ucciso dai banditi nella strage di Chilivani, il 16 agosto 1995.
   

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