Peculato, arrestato sindaco sud Sardegna

Sardegna
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Ai domiciliari anche un assessore e un imprenditore

Peculato e turbativa d'asta: sono alcuni dei reati che hanno fatto finire in carcere Fabrizio Mereu, sindaco di Ortacesus, piccolo comune del sud Sardegna. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Cagliari e condotte dai carabinieri della Compagnia di Dolianova, che hanno eseguito complessivamente tre provvedimenti cautelari. Perquisiti anche negli uffici e abitazioni degli indagati. Gli arresti domiciliari sono scattati per consigliere comunale di maggioranza Salvatore Contini e l'imprenditore Giampaolo Dessì.  Sotto i riflettori deglin inquirenti sono finiti una gara d'appalto per la gestione di una casa di riposo e il bilancio 2016 dell'Unione dei Comuni della Trexenta di cui Mereu era presidente. In entrambi i casi dagli accertamenti sarebbero emerse incongruenze e irregolarità.

INDAGINI PARTITE DA ESPOSTI DELL'OPPOSIZIONE - Sono partite dalle segnalazioni ricevute dalle opposizioni in Consiglio comunale a Ortacesus (sud Sardegna) nel 2017, le indagini dei carabinieri della Compagnia di Dolianova, coordinate dal pm Giangiacomo Pilia, che hanno fatto finire in carcere il sindaco del paese Fabrizio Mereu, 57 anni, e ai domiciliari il consigliere comunale di maggioranza Salvatore Contini, 55 anni, e l'imprenditore Giampaolo Dessì, di 60. I tre sono tutti accusati di turbativa d'asta, mentre il primo cittadino deve anche rispondere di peculato, falso ideologico commesso da privato e da pubblico ufficiale, truffa, falso materiale e induzione indebita continuata in concorso per dare o promettere utilità (reato contestato anche all'imprenditore).

In particolare sotto i riflettori della Procura di Cagliari è finita la gara per l'affidamento della gestione della Casa di riposo di Ortacesus "V. Porceddu". Secondo l'accusa, il sindaco si sarebbe accordato con l'imprenditore per modificare il bando di gara riducendo il numero degli educatori e tenendo così in servizio un numero maggiore di operatori sociosanitari economicamente meno costosi. Ma non solo. Inizialmente Mereu avrebbe scelto di assegnare la gestione alla 'Crescita e pregresso società cooperativa sociale' amministrata da Dessì, ma la coop non aveva i requisiti economici e finanziari e nemmeno le capacità tecniche. Secondo l'accusa per 'ovviare' a questo problema, turbando la gara d'appalto, i tre avrebbero creato un raggruppamento temporaneo di imprese in modo da partecipare alla gara e vincerla.

LAVORI IN CAMBIO DI DENARO E REGALI - Non c'è solo la gara truccata per la gestione della casa di riposo di Ortacesus (sud Sardegna) tra le contestazioni mosse al sindaco Fabrizio Mereu finito oggi in carcere. Sotto i riflettori ci sono anche una serie di 'affidamenti diretti' di lavori pubblici fatti dal primo cittadino nel corso dei suoi mandati. "Abusando delle sue qualità e dei suoi poteri - spiegano i carabinieri - agevolava o disponeva personalmente l'affidamento di svariati lavori pubblici per conto del Comune di Ortacesus ad imprese riconducibili a vari imprenditori del luogo". In cambio il sindaco otteneva somme di denaro o regali anche per i suoi familiari. Da qui l'accusa di "induzione indebita continuata in concorso per dare o promettere utilità".

NELL'INCHIESTA COINVOLTI ALTRI SINDACI - Sono 15 complessivamente le persone indagate nell'ambito dell'inchiesta che oggi ha fatto finire in cella il sindaco di Ortacesus Fabrizio Mereu e ai domiciliari un consigliere comunale e un imprenditore. Tra questi ci sarebbero anche altri amministratori locali che nel corso del tempo hanno fatto parte dell'Unione dei Comuni della Trexenta. Mereu, infatti, è accusato di "falsità materiale commessa dal privato in atti pubblici" e di "falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici" in relazione all'incarico di presidente dell'Assemblea dell'Unione dei Comuni della Trexenta, che ha rivestito prima del commissariamento avvenuto nell'ottobre del 2017 per la mancata approvazione del bilancio nei tempi stabiliti dalla legge. Il documento contabile è poi finito sotto i riflettori degli inquirenti. Mereu - spiegano i carabinieri - con altri sindaci e dirigenti dei Comuni che facevano parte dell'Unione "pur nella consapevolezza delle irregolarità riscontrate, approvavano il rendiconto della gestione finanziaria per l'esercizio e l'elenco dei residui attivi e passivi provenienti dall'esercizio 2016". Tutto questo nonostante fossero "perfettamente a conoscenza dei residui di bilancio" emersi durante l'analisi del responsabile finanziario ma soprattutto dopo "la delibera di riaccertamento dei residui ad opera del commissario ad acta, non tenendo in considerazione neppure il suo successivo parere, non favorevole".

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