Latte: Regione in pressing su Governo

Sardegna
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Chiesto tavolo a Bellanova aperto a tutti rappresentanti pastori

Il percorso è stato tracciato a marzo dal tavolo ministeriale in prefettura a Sassari: acconto di 74 centesimi al litro e conguaglio di un euro in autunno. Nel frattempo è caduto un governo, il ministro dell'Agricoltura che aveva voluto quel tavolo è cambiato e le trattative sul prezzo del latte sono al palo. Ma soprattutto, novembre e dietro l'angolo e i pastori non sono contenti, perché il prezzo medio del prodotto è ancora lontano da quello auspicato: 72 centesimi al litro sulla piazza sarda, (dati Ismea del 13 settembre). mentre il pecorino romano destinato all'export sale del 2,9% a 7,10 euro al chilo. Insomma, potrebbe riesplodere la protesta e segnali in questo senso ci sono già stati. Non aiuta, poi, coloro che hanno promosso e gestito la protesta del febbraio scorso siano stati tenuti fuori dal tavolo regionale convocato dalla neo assessora dell'Agricoltura Gabriella Murgia. "E' un brutto segnale - dice uno degli allevatori, Gianuario Falchi - l'esponente della Giunta dice che noi non siamo 'istituzionalizzati', ma noi siamo parte importante del tavolo perché rappresentiamo la protesta". Secondo Falchi in questo momento la vertenza non è gestita nel migliore dei modi: "L'assessora chiama il ministero? Ma a Roma sono impegnati da sette mesi su questo fronte. Non si può ricominciare tutto da capo e aprire nuovi tavoli regionali ha poco senso". Se il prezzo del latte non salirà a un euro? "Ne risponderà chi sta aprendo questi altri tavoli", taglia corto Falchi che, insieme a Nenneddu Sanna, chiede al Presidente Christian Solinas "di occuparsi direttamente della questione coinvolgendo persone che abbiano titoli e personalità per gestire una partita cosi complessa". Chi era presente è rimasto deluso. "Alla Giunta avevamo chiesto di arrivare con una proposta concreta, che però è mancata", spiega Pietro Tandeddu (Copagri). Il presidente del consorzio di tutela del pecorino romano, Salvatore Palitta, attendeva "un confronto, proposte integrative o emendamenti al nostro piano triennale, che tra l'altro è l'unico esistente, ma non sono arrivate"

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