Presidio davanti Policlinico Sassarese

Sardegna
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Appello sindacati a politica, bisogna uscire dall'incertezza

Salvare 200 posti di lavoro e garantire a Sassari e al territorio la continuità dell'offerta sanitaria. Con queste richieste si è aperta nel cortile del Policlinico Sassarese, in viale Italia l'assemblea sindacale dei dipendenti della casa di cura. Riunione convocata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, e rivolta non solo ai lavoratori che rischiano di restare disoccupati dopo che la Regione ha revocato l'accreditamento dell'ospedale privato sassarese, perché la struttura non è in linea con i requisiti di sicurezza richiesti per legge. I sindacati, infatti, hanno chiamato a raccolta l'intera città: rappresentanti istituzionali, politici e semplici cittadini. E nel pomeriggio incontro con il prefetto, Giuseppe Marani, per discutere della situazione, compresa le inadempienze contrattuali del Policlinico Sassarese con i dipendenti che vantano ciascuno un credito di 3 stipendi, oltre a una cifra fra i 6 e i 12 mila euro a testa di arretrati. "Chiediamo l'uscita immediata dall'incertezza appesa alla procedura di revoca dell'accreditamento e chiediamo che l'ingresso del gruppo Habilita possa concretizzarsi con gli investimenti necessari", hanno detto i segretari territoriali delle tre sigle sindacali, Antonio Canalis (Fp Cgil), Antonio Monni (Cisl Fp) e Augusto Ogana (Uil Fpl).

Tutto questo nell'attesa del vertice decisivo per il futuro del Policlinico Sassarese, che si terrà domani pomeriggio, sempre in Prefettura, con tutte le parti coinvolte nella vicenda: la proprietà, il commissario giudiziale che gestisce il concordato del Policlinico, l'assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, il sindaco di Sassari, Nicola Sanna, e i rappresentanti di Habilita, società del Gruppo Rusconi, che è in trattative per prendere in affitto l'azienda.

La proprietà del Policlinico e il commissario giudiziale ribadiranno all'assessore la richiesta di prorogare l'accreditamento in accordo con i nuovi affittuari, che si impegneranno a compiere i lavori di adeguamento necessari per mettere a norma la sala operatoria e il resto della casa di cura.
   

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