Desulo e Mamoiada,da cortes a mamuthones

Sardegna
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Autunno in Barbagia si conferma volano per economia dell'interno

di Maria Giovanna Fossati

Un viaggio nell'entroterra dalla Barbagia e del Mandroliasai all'insegna della degustazione di prodotti tradizionali e alla riscoperta di antiche usanze: da un lato "Tappas in Mamoiada", che ha avuto quest'anno l'attrice Caterina Murino testimonial d'eccezione e dove la regina incontrastata è la sfilata delle maschere dei mamuthones e issohadores, dall'altra "La montagna produce", epicentro Desulo e il suo quartiere di Ovolaccio per un matrimonio collaudato tra gastronomia e artigianato che fanno capolino dalle corti affacciate nelle viuzze del centro storico.

Un altro weekend, sabato 3 e domenica 4 novembre, nei paesi dell'interno della Sardegna con Autunno in Barbagia, la manifestazione itinerante conosciuta come Cortes Apertas, promossa dalla Camera di commercio di Nuoro e dall'azienda speciale Aspen. "Desulo e Mamoiada sono due tra le più belle destinazioni di Autunno in Barbagia - dice convinto all'ANSA Enrico Surcis, organizzatore da anni, insieme a Nicola Peri, del trasporto dei visitatori per l'associazione Ajoinpullman - A Desulo c'è un centro storico ricco di cortes e di prodotti fatti con il cuore, sia dal punto di vista gastronomico che dell'artigianato. Ed è un paese dove puoi trovare un'accoglienza calorosa. A Mamoiada, invece, c'è una formula interessante per la promozione eno-gastronomica e c'è l'aspetto folkloristico delle maschere che ti coinvolgono: è un paese che ha poche cortes, ma ti apre le case e i salotti 'buoni' per assaggiare i cibi tipici: dagli arrosticini di pecora alle polpette d'asino, ogni pietanza a tre euro, più un bicchiere di cannonau".

Ogni fine settimana, in occasione di Autunno in Barbagia, l'associazione Ajoinpullman movimenta dai due a sei bus carichi di visitatori. "Dipende dalla 'forza' del paese dove si va - spiega Surcis - Per noi questa attività è sì business, ma ha la missione fondamentalmente di far scoprire le tradizioni e la cultura sarda alle persone che vivono in città o in luoghi dove tutto questo si è un pò perso. I nostri viaggiatori vogliono entrare nelle corti, nelle case, per vedere la preparazione dei cibi, nelle botteghe per apprendere i segreti degli artigiani.

Insomma, vogliono vivere un'esperienza ed essere coinvolti negli aspetti folkloristici. Cortes Apertas fa cultura ed economia, ma è soprattutto una vetrina eccezionale per i paesi dell'entroterra". Per gli imprenditori e commercianti locali la manifestazione è ossigeno puro. "Significa visibilità e ricavi in un periodo di stanca del mercato - sottolinea Salvatore Frongia, del salumificio Rovajo di Desulo - Per il commercio al minuto parliamo di un 10 per cento del fatturato annuale raggiunto in un solo fine settimana.

C'è poi un ritorno negli altri periodi dell'anno, perché questa è un'occasione ottima per promuovere ciò che produciamo". "Da questa manifestazione sono nati e nascono ancora posti di lavoro - conferma Sara Muggitu, proprietaria di uno studio fotografico a Mamoiada - Dai B&B alle piccole cantine a tante altre attività: notate in occasione di Cortes Apertas hanno poi visto incrementare le richieste. E questo ha convinto molti del 'sommerso', del lavoro in nero, a mettersi in regola".

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