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Renis denunciò Torpedine su gestione Il Volo, nuove indagini

1' di lettura

Il Gip ordina altri accertamenti per appropriazione indebita

Elio Cesari, in arte Tony Renis, accusa Michele Torpedine, produttore musicale di artisti del calibro di Lucio Dalla e Zucchero, di avergli sottratto denaro quando i due condividevano la società di management che gestiva in esclusiva i guadagni de 'Il Volo', il trio di giovani cantanti che vinse il Festival di Sanremo nel 2015. Dalla denuncia di Renis, presentata nel 2015, è nato un fascicolo penale che ora prenderà nuova linfa dopo la decisione del Gip di Bologna Rossella Materia che ha disposto ulteriori indagini a carico di Torpedine, accusato di appropriazione indebita aggravata. Il giudice, dopo l'udienza del 29 ottobre, ha infatti respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Antonello Gustapane e, accogliendo l'opposizione dei difensori di Renis, gli avvocati Antonio Cappuccio e Stefania Zambelli, ha dato alla Procura due mesi di tempo per fare accertamenti e nuove acquisizioni.

La sfida giudiziaria iniziò quando Renis chiese conto a Torpedine, amministratore della società Rentor (dalla crasi tra i due nomi) e di cui lui stesso era socio al 50%, di questioni su bilanci che a suo avviso non funzionavano, tanto che portò i libri in tribunale e la società ora è in corso di liquidazione. Quindi Renis denunciò, partì l'inchiesta, ma la Procura ha concluso chiedendo l'archiviazione. Ora però il giudice evidenzia che, nonostante la Guardia di Finanza aveva ravvisato condotte che avrebbero integrato l'appropriazione indebita, le diverse conclusioni del pm si fondavano su una consulenza tecnica disposta in seguito. Ma tali conclusioni sarebbero in contrasto con elementi agli atti e per questo il gip ordina ora di procedere con ulteriori indagini, acquisendo in particolare varia documentazione sulla gestione delle attività del trio musicale.

Renis e i suoi difensori avrebbero potuto "parlare di un 'successo' se il gip avesse disposto la cosiddetta imputazione coatta, se alla luce degli atti avesse ritenuto di smentire che difettassero 'elementi di prova idonei a sostenere l'accusa in giudizio, in quanto non risulta integrato l'elemento oggettivo dei reati e pertanto il fatto non sussiste'". E' quanto ha affermato il professor Gaetano Insolera, difensore di Torpedine, 

Insolera ha sottolineato inoltre che la richiesta di archiviazione "è intervenuta dopo complesse investigazioni durate alcuni anni e tradottesi in un compendio documentale di centinaia di pagine. Tale compendio - ha aggiunto - è stato completato dalla sottoposizione dello stesso ad un esperto commercialista, incaricato come consulente tecnico dal pm". In conclusione secondo il legale "il successo è quindi consistito semplicemente nella richiesta rivolta al pm da parte del gip di alcuni approfondimenti, e solo di alcuni di quelli richiesti dalla sedicente persona offesa. Quanto all'attività invece sollecitata al pm, è mia opinione che si rivelerà o già svolta o inconcludente".

 

   

Data ultima modifica 03 dicembre 2018 ore 17:11

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