Brasile, deforestazione record in Amazzonia: +22% in 15 anni

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Il disboscamento nella foresta pluviale più grande del mondo è stato in totale di 13.235 kmq nel periodo 2020-2021, il valore più alto dal 2005-2006

Dati già di per sé sconfortanti, che lo diventano ancora di più se si pensa che le previsioni sono di un ulteriore peggioramento. La foresta dell’Amazzonia, polmone verde del mondo, continua a perdere ampie aree della sua superficie: tra agosto 2020 e luglio 2021 la sua deforestazione è cresciuta di quasi il 22% rispetto al periodo precedente, stabilendo un record negli ultimi 15 anni. Il disboscamento nella foresta pluviale più grande del mondo è stato in totale di 13.235 kmq.

 

Il monitoraggio da parte di Inpe e Imazon

Sono due le agenzie che monitorano la distruzione della foresta: l’ente pubblico Inpe, l’Istituto nazionale di ricerche spaziali e la ong indipendente Imazon, Instituto do homem e meio ambiente da Amazônia.

Inpe sostiene che nel mese di ottobre 2021 siano andati distrutti 877 kmq, il 5% in più rispetto allo stesso mese del 2020. Osservando il trend degli ultimi dodici mesi, però, il tasso di deforestazione appare inferiore del 5% rispetto al livello osservato lo scorso anno.

Imazon parla invece di 803 kmq di foresta amazzonica distrutti a ottobre. Di per sé quindi la stima è più bassa, ma a destare preoccupazione è il totale raggiunto da gennaio in poi: 9.724 kmq, l’equivalente dell’estensione delle Marche. Si tratta del 33% in più rispetto al 2020, un anno che si era già rivelato estremamente critico per la salute dell’Amazzonia.

Lo scetticismo degli ambientalisti

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La grande promessa di Glasgow di azzerare il disboscamento entro il 2030 è vista come una chimera dagli ambientalisti. “Ci sono stati disboscamenti illegali che noi combattiamo” ha detto recentemente il presidente Bolsonaro ai microfoni di Sky Tg24. "Lo facciamo così bene che la stampa non dice più niente”. Ma l’attuale governo brasiliano è sotto attacco per aver trascurato l’Amazzonia.  Visti gli ultimi dati, è evidente che la presidenza Bolsonaro (a capo del Paese dal 2019) abbia avuto anch’essa un ruolo nell’accelerare questo processo. Il problema, però, ha radici ben più remote.

 

La riforma del Codice Forestale

Nel 2012, il governo della presidente Dilma Rousseff ha approvato una riforma del codice forestale che ha ammorbidito la legislazione sull’abbattimento massivo di alberi. Oggi si vive l’onda lunga di quelle scelte, a cui si sono aggiunti incendi. La deforestazione sta divorando sempre più anche la cosiddetta foresta primaria, quella cioè a più alta biodiversità e dunque indispensabile per la sostenibilità globale.

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