Cop26, firmato il patto di Glasgow: com'è finita la conferenza sul clima

Ambiente

l'inviato a Glasgow, Alberto Giuffrè

©Getty

È stato firmato il Patto per il clima di Glasgow, il testo finale della Cop26. Prima dell’approvazione l’India ha chiesto di modificare il passaggio sul carbone. Resta l’impegno a eliminare gli investimenti nei combustibili fossili

Dopo oltre 300 ore di negoziati e poco più di 24 ore di tempi supplementari finisce la ventiseiesima Conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Ministri, delegati e negoziatori lasciano la Scozia con un testo - il patto per il clima di Glasgow - firmato da tutti e 197 i Paesi (IL RACCONTO DELLA GIORNATA).

Il caso India

La fine ai finanziamenti ai combustibili fossili viene messa per la prima volta nero su bianco nella storia dei negoziati. Ma sullo stop alle centrali al carbone viene accolto un emendamento dell'ultimo minuto presentato dall'India dopo una trattativa ristretta: la parola eliminazione viene sostituita con diminuzione. Il presidente della Cop26 Alok Sharma si scusa e trattiene le lacrime.

I rinvii ai prossimi appuntamenti

La possibilità di limitare a 1,5 gradi l'innalzamento della temperatura rimane più o meno viva e viene legata - come chiede la scienza - a impegni da prendere nel breve, brevissimo termine. Sui soldi da dare ai Paesi più poveri per tagliare le emissioni e adattarsi ai cambiamenti climatici si muove qualcosa, ma molto viene rimandato ai prossimi appuntamenti.

Gli appelli

Come in ogni negoziazione diplomatica, nelle stanze dove non entrano le telecamere si contratta e si litiga sulle virgole e su quale verbo utilizzare. La plenaria è il momento degli appelli. Come quello del vicepresidente della Commissione europea Franz Timmermans: "Vi prego, vi imploro, non uccidete questo accordo". Siamo solo all'inizio di quello che bisogna fare, aggiunge. Ma non è così per chi vive già immerso nell'emergenza come la ministra per l'Ambiente delle Maldive: "Per noi è una questione di sopravvivenza".

Thunberg: "Tsunami di greenwashing"

Alla fine però nessuno vuole andare via a mani vuote. Per il segretario delle Nazioni Unite Guterres si tratta di un compromesso e avverte: siamo ancora bussando alle porte dell'emergenza. Greta Thunberg, che già a lavori in corso aveva parlato di fallimento, torna alla carica: "Fate attenzione allo tsunami di greenwashing, cioè l'ambientalismo di facciata, che arriverà adesso". E attacca i media che parleranno di passi avanti nella giusta direzione.

Appuntamento in Egitto

Lo Scottish Event Campus, dopo due settimane di controllo delle Nazioni Unite, ritorna sotto il controllo Regno Unito. Mentre le parti si danno appuntamento tra un anno in Egitto, a  Sharm el-Sheikh, la sede scelta per la Cop27.

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