Energie rinnovabili, c'è il sorpasso: costano meno del carbone

Un impianto fotovoltaico in Cina (Getty Images)
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Le fonti alternative per produrre energia sono più economiche di quelle classiche. Aumentano gli investimenti: Cina leader, Italia bene nell'eolico, meno nel solare. Entro il 2050 la rivoluzione potrebbe essere completata

Le energie rinnovabili mettono il turbo. Il sorpasso storico si è realizzato negli scorsi mesi: le centrali eoliche e solari costano meno del carbone. Un cambiamento di grande portata con un trend che sembra destinato a caratterizzare il futuro della produzione di energia globale.

Il crollo dei costi

Il sorpasso è avvenuto per la prima volta negli ultimi mesi del 2017 in alcuni paesi come la Germania in Europa e Messico, Cile e Brasile tra Centro e Sudamerica. I dati sono fotografati dall'ultimo report di Irena, l'Agenzia internazionale delle energie rinnovabili nata nel 2010 in collaborazione con l'Onu. Secondo lo studio che comprende i dati del 2017, i costi dell'energia eolica sono scesi di un quarto nel giro di sette anni, tra il 2010 e il 2017. Nello stesso periodo di osservazione, il prezzo del fotovoltaico ha conosciuto quello che si potrebbe persino definire un crollo, essendo sceso del 73 per cento.

Il trend di crescita

Il costante calo dei prezzi è ovviamente accompagnato da una crescita degli investimenti. Il solare fotovoltaico è cresciuto del 32 per cento nel 2017, mentre nello stesso anno l’energia eolica è salita del 10 per cento. La crescita generale delle rinnovabili è trainata soprattutto dalla Cina: nel corso del 2017, il gigante asiatico ha installato quasi la metà della nuova capacità globale del settore. Ruolo da protagonista anche per l'India, soprattutto nei settori solare ed eolico. La crescita maggiore rispetto all'anno precedente però si è registrata in Brasile, dove gli investimenti hanno permesso di produrre una quantità di energia solare dieci volte superiore rispetto al 2016.

La situazione in Italia

Stando ai dati, l'Italia non sta sfruttando a pieno la situazione favorevole per le fonti di energia rinnovabile. Se da un lato nello scorso anno si è registrato - sempre secondo il rapporto Irena - un +1,5 per cento di nuove installazioni di energia rinnovabile, dall'altro è altrettanto vero che il settore idroelettrico continua a far segnare un andamento altalentante. Secondo il report di Terna sul 2017, la produzione di elettricità generata dalle fonti rinnovabili lo scorso anno è leggermente diminuita rispetto al 2016. Il saldo resta in positivo grazie alle ottime performance dell'eolico, ma siamo ancora indietro per quanto riguarda l'elettrificazione dei trasporti. Si potrebbe fare meglio, ma la situazione resta positiva, soprattutto considerando che dal 2015 l'Italia ha raggiunto e superato il target sul consumo di energie alternative fissato dall'Ue per il 2020, con oltre il 17 per cento di consumi finali di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Le prospettive

Nel frattempo le energie rinnovabili continuano a segnare nuovi record di produzione. Per esempio, il 4 gennaio 2018 l'eolico europeo ha prodotto oltre 2128 Gwh (gigawattora), una quantità in grado di coprire i fabbisogni di 160 milioni di famiglie e il 61 per cento della domanda industriale elettrica. Il ruolo delle energie rinnovabili sullo scacchiere produttivo ed economico internazionale sta diventando sempre più centrale. Secondo Bloomberg, entro il 2050 le fonti alternative, e pulite, domineranno la produzione di energia. Una partita sulla quale si giocherà anche parte del futuro degli equilibri globali. Tornando all'Italia, secondo uno studio del 2016 di quattro scienziati del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), il nostro Paese potrebbe raggiungere il 100 per cento di energia rinnovabile entro la metà del secolo. Una sfida difficile, ma possibile.

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