"Un mare da salvare – Lo stato dell’Artico", il reportage di Sky TG24

Dallo scioglimento dei ghiacci all’inquinamento marino da microplastiche, come sta cambiando il Nord del pianeta

I mutamenti climatici sono al centro del dibattito scientifico: l’Artico, con lo scioglimento dei suoi ghiacciai, è un emblema di questo cambiamento, ma anche il luogo che può fornire moltissime indicazioni per la ricerca di una soluzione. Lo racconta "Un mare da salvare – Lo stato dell'artico": il documentario fa parte della campagna "Sky – Un mare da salvare", lanciata dal gruppo Sky a livello internazionale per sensibilizzare il pubblico sul problema dell’inquinamento marino e diffondere una vera e propria "cultura del mare", sia con programmi dedicati al tema, sia con progetti e iniziative sul territorio. 

Un reportage alle isole Svalbard, nel cuore dell’Artico

Il reportage, una produzione di Sky TG24 a cura di Daniele Moretti, porta lo spettatore nel cuore dell'Artico, alle isole Svalbard, lì dove gli effetti del surriscaldamento del pianeta sono più evidenti, con un aumento delle temperature che ha impresso un'accelerazione al fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai. Qui scienziati da tutto il mondo collaborano per capire gli effetti di questi cambiamenti sulla Terra, raccogliendo dati e misurando i mutamenti, per comprendere come affrontare il fenomeno del riscaldamento globale. Ogni anno in Groenlandia si sciolgono 281 gigatonellate di ghiaccio, ovvero una quantità quotidiana pari a circa 3000 volte la mole del Colosseo. Non solo i ghiacci continentali, ma anche quelli marini stanno scomparendo. Entro un paio di decenni, potremmo assistere alla prima estate con il Polo Nord libero da ghiacci.  Un nord sempre meno bianco è esso stesso un fattore di accelerazione del riscaldamento globale: venendo meno la capacità dei ghiacci di riflettere la luce, il pianeta assorbe più calore.

Gli effetti dell’inquinamento marino da plastica

"Un mare da salvare – Lo stato dell'artico" mostra anche gli effetti dell’inquinamento marino da plastica: poiché quelli che arbitrariamente chiamiamo oceani sono in realtà un unico mare, in cui le sostanze si spostano per effetto della circolazione termoalina, anche nelle impervie acque dell’Artico sono state ritrovate ben 12mila particelle di microplastiche per litro, giunte attraverso le correnti oceaniche da ogni parte del mondo.