La Norvegia aumenta la quota per la caccia alle balene

La caccia alle balene nel Nord Europa (Foto d'archivio: Getty Images)
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Il governo del Paese scandinavo è intervenuto con una misura a sostegno di un settore in progressiva scomparsa

La Norvegia amplia il perimetro della caccia alle balene: il governo di Oslo ha varato un provvedimento che innalza a 1.278 esemplari la quota annuale ammessa per l'uccisione di questi mammiferi marini in pericolo d'estinzione. Si tratta un aumento del 28% rispetto alla quota precedentemente stabilita.

L'attività delle baleniere

Nonostante la Norvegia non abbia accolto la moratoria internazionale contro la caccia alle balene, datata 1986, il numero delle baleniere è drasticamente diminuito negli ultimi anni: nel 1950 tali imbarcazioni erano 350, mentre nel 2017 si sono ridotte a 11, quasi la metà rispetto al 2016. "Spero che la quota e la fusione delle zone di pesca siano un buon punto di partenza per il settore", ha dichiarato il ministro della Pesca norvegese, Per Sandberg, citato da Afp. Norvegia e Islanda restano gli unici Paesi al mondo che ammettono ufficialmente l'uccisione delle balene per scopi alimentari: in Giappone le balene si cacciano ma ufficialmente per scopi scientifici, anche se spesso la loro carne finisce comunque nel piatto. In Norvegia comunque è in calo anche il numero delle balene cacciate: dalle 660 del 2015 alle 432 del 2017, a fronte di una quota massima fissata a 999 unità: come conferma lo stesso Sandberg, è la cifra più bassa da molti anni.

Il commento di Greenpeace

"Greenpeace crede che la Norvegia debba trarre le logiche conseguenze dal divieto alla caccia delle balene della International Whaling, dalla diffusa opposizione alla caccia alle balene, oltre che dalla mancanza di mercato locale per i prodotti, e chiudere questa industria superflua e superata", ha affermato Truls Gulowsen, a capo della sezione norvegese dell'Ong. "La baleniera norvegese appartiene al passato, è mantenuta solo per ragioni politiche ristrette e dovrebbe essere eliminata il più rapidamente possibile". Il declino del consumo di carne di balena, secondo quanto affermano gli ambientalisti, è la causa principale della progressiva scomparsa del settore.

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