Manuela dice addio a MasterChef Italia 7. L'intervista

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Una puntata all'insegna dei colpi di scena quella di giovedì 8 febbraio, una puntata che rimarrà nella storia di MasterChef Italia. L’Invention Test (lo Scrigno di Venere ) ha portato gli aspiranti Chef in gara a commettere errori che hanno confuso l’esito della prova stessa. Solo l'intervento del notaio ha riportato l'ordine necessario a concludere la gara. A sfilare il grembiule sono Manuela e Giovanna. Leggi l'intervista all'eclettica consulente alla carriera di Ascoli Piceno e non perdere il prossimo appuntamento, giovedì alle 21.15 su Sky Uno.

Manuela, insieme a Giovanna, esce di scena nel corso dell’ottava puntata di MasterChef, una puntata che ha visto, per la prima volta nella storia del programma, l’intervento di un notaio. Tutta colpa di un Invention Test a coppie particolarmente difficile e pieno di insidie: lo Scrigno di Venere, un piccolo gioiello della cucina tradizionale emiliana che si è trasformato in una controversia risoltasi solo grazie all’intervento super partes di un notaio. Registrazioni video, moviole, fraintendimenti, buonafede, malumori e scorrettezze sono stati gli ingredienti di una gara che fino all’ultimo ha tenuto col fiato sospeso pubblico, giudici e concorrenti in gara. Ad avere la peggio sono state Manuela e Giovanna, eliminate due volte, prima del chiarimento sul “fattaccio pasta brisée” e successivamente, in maniera definitiva, a causa di una prova non propriamente all’altezza di un vero MasterChef.

A poche ore dalla sua dipartita, abbiamo incontrato “la ragazza animata”, così ribattezzata da Joe Bastianich al suo arrivo al loro cospetto; un concentrato di entusiasmo, allegria e determinazione. Ecco cosa ci ha raccontato Manuela della sua partecipazione a MasterChef.

Il piatto con cui si è presentata era la “merenda del topo di campagna e del topo di città”: divertente.
In quel piatto c’era una storia legata al mio trasferimento a Milano, la favola termina con il topolino di campagna che decide di ritirarsi nella sua campagna perché la città non fa per lui, è fagocitante. Per me è esattamente il contrario.
Ho letto che vorrebbe una fattoria nel centro di Milano.
Sì, mi piacerebbe creare una situazione affettiva per le famiglie dove non vi sia il timore di sporcarsi le mani. Penso soprattutto a un habitat dove far da mangiare per la famiglia non sia un peso, al quale si arriva stanchi la sera, ma un piacere da condividere.
Un progetto da realizzare?
Io credo che Milano avrebbe bisogno di uno spazio così, sono molto contenta del mio trasferimento qui, la città offre molte opportunità. E chissà…
Come è cambiato il suo rapporto con Antonia Klugmann, è stata l’unica a dirle no.
Inizialmente credo che la chef Klugmann non mi abbia preso sul serio, forse mi ha immaginata come una figura da cartone animato che cercava una sua visibilità in televisione, dopo è cambiato tutto. Sono stata felice che nel corso del programma il nostro rapporto sia migliorato e sono sicura che lei mi abbia visto credibile.
Il suo sguardo era dolce nei suoi confronti.
Sì alla fine era uno sguardo affettuoso, il rapporto con i giudici è stato molto bello. Mi è dispiaciuto che per esigenze televisive non abbiano mostrato proprio il giudizio della Klugmann sul piatto che mi ha fatto vincere un Invention Test. Molti che sui social hanno infierito su di lei si sarebbe ricreduti. Rimpianti?
Sì, non aver usato tutta la mia creatività nel corso del Pressure Test, sono uscita l’unica vera volta in cui non ho rischiato. Ho questo rimpianto, però la prendo come una lezione: la creatività e il rischio sono la via giusta, almeno per me. Devo assecondare la mia creatività un po’ folle.
E’ uscita con questa frase: “Spero che la mia leggerezza non sia stata presa per pazzia”. Le dinamiche televisive ti costringono a ritmi concitati e avevo paura che il mio fare colorato, il lato di me più leggero e superficiale potesse essere visto come quello più caratterizzante e io dentro questa dinamica non ci sto, non sono io. Un atteggiamento leggero alla vita non significa essere superficiali.
Lei ha dimostrato di non esserlo.
Ne sono molto felice, sono contenta che al pubblico sia arrivata così come sono. Dopo la prima eliminazione, successivamente annullata, è arrivata la seconda, quella definitiva: se l’aspettava? La dinamica di MasterChef non ti fa mai sentire arrivato, non ti senti sicuro neanche nel salire i gradini che portano in balconata. Comunque sia, sentivo che il mio turno era arrivato.
Chi vorrebbe vedere vincitore?
I miei amici, Denise, Francesco e Simone. Il momento più duro? Quello della prima eliminazione, non ero io. Non si stava parlando di me, è stato un momento in cui non mi sono identificata.
Il più bello?
La prima esterna a Bologna: è stato il primo momento in cui mi sono trovata a cucinare per cento persone, è stato un banco di prova notevole.