Addio a Jeanne Moreau, il volto simbolo della Nouvelle Vague. FOTO

Musa di Louis Malle e di François Truffaut, l'attrice francese è diventata un'icona del cinema degli anni Cinquanta e Sessanta, interpretando capolavori come "Ascensore per il patibolo" e "Jules et Jim". LA FOTOGALLERY
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    Si è spenta questa mattina l'attrice francese Jeanne Moreau. Simbolo della Nouvelle Vague, ha ispirato Louis Malle e François Truffaut per alcuni dei loro più grandi film, come "Jules et Jim" e "Ascensore per il patibolo". Aveva 89 anni. Nel suo omaggio all'attrice, Emmanuel Macron ha detto: "Ha incarnato cinema nella sua complessità, memoria, ambizione" (l'attrice, nella foto, al Savoy Hotel nel 1956) - Addio a Jeanne Moreau. VIDEO
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    Interprete di più di 100 pellicole, Jeanne Moreau ha incarnato la forte spinta innovatrice impressa al cinema dalla Nouvelle Vague. I suoi personaggi, ambigui e sfaccettati, erano la perfetta sintesi del talento di un'attrice dalle mille sfumature (l'attrice nel 2007 al Cesar Film Awards) - Addio a Jeanne Moreau. VIDEO
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    Nata nel 1928, figlia di un ristoratore e di una ballerina, Jeanne Moreau cresce a Parigi. Violando il volere paterno, si avvicina a letteratura e teatro. Si iscrive all'accademia d'arte drammatica parigina. Esordisce al cinema nel 1949 con "Dernier Amour" di Jean Stelli. I primi anni della sua attività si concentrano su parti minori come quella interpretata in "Grisbì" (nella foto, l'attrice in scena a teatro nel 2010) - Addio a Jeanne Moreau. VIDEO
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    Nel 1957 avviene la svolta della sua carriera: Louis Malle la sceglie come protagonista di "Ascensore per il patibolo", film per cui il regista ha coinvolto anche il jazzista Miles Davis (nella foto con Miles Davis, 1957) - Addio a Jeanne Moreau. VIDEO
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    Nel 1960 Michelangelo Antonioni la vuole per il suo film "La notte", in cui affianca Marcello Mastroianni e veste i panni di Lidia Pontano, uno dei suoi personaggi più drammatici. Nello stesso anno arriva il primo riconoscimento ufficiale da Cannes, che la consacra come miglior attrice per il film "Moderato cantabile" di Peter Brook (nella foto, con l'attore nel 1985) - Addio a Jeanne Moreau. VIDEO
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    L'incontro con François Truffaut segna la maturità artistica di Jeanne Moreau. Dopo un cameo ne "I quattrocento colpi", il regista la consacra in "Jules et Jim", dove interpreta l'indimenticabile Catherine, personaggio trasgressivo, simbolo dell'emancipazione femminile (nella foto, l'attrice nel 1962) - Addio a Jeanne Moreau. VIDEO
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    Tra le sue liaison, la più nota è quella con lo stilista Pierre Cardin, con cui ha intrattenuto una relazione sentimentale per 5 anni. In un'intervista a Paris Match, il coutourier dichiarò che prima di Jeanne "era gay al cento per cento" e che Jeanne lo ha "sconvolto" (nella foto, con l'attrice nel 2008) - Addio a Jeanne Moreau. VIDEO
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    Nel 1975 si trasforma in regista: Jeanne Moreau dirige "Lumière - Scene di un'amicizia tra donne", film sui retroscena del cinema parigino (nella foto, l'attrice a Cannes nel 2008). Addio a Jeanne Moreau. VIDEO
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    L'anno successivo recita in "Gli ultimi fuochi" di Elia Kazan e, con due matrimoni falliti alle spalle, nel 1977 si sposa per la terza volta con il regista William Friedkin, prima di passare di nuovo dietro la macchina da presa per girare "L'adolescente" (l'attrice nel 2007 a Berlino). Addio a Jeanne Moreau. VIDEO
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    Nel 1990 Luc Besson la vuole per un ruolo di contorno in Nikita, e nel 1991 Wim Wenders la scrittura per "Fino alla fine del mondo". Nel 1995, ben 35 anni dopo "La notte", ritorna sul set con Antonioni per "Al di là delle nuvole". La sua ultima apparizione cinematografica è del 2015 in "Le Talent de mes amis" di Alex Lutz (l'attrice a Cannes, nel 1995) - Addio a Jeanne Moreau. VIDEO