Dai film d'autore a Er Monnezza: il cinema di Tomas Milian. FOTO

L'attore si è spento nella sua casa di Miami a 84 anni. Cubano di nascita, americano di passaporto, italiano d'adozione: è nel nostro Paese che ha trovato la fama accanto a registi importanti, ma anche con personaggi storici. Come il ladruncolo romano o l'ispettore Nico Giraldi

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    Il suo vero nome era Tomás Quintín Rodríguez Milián. Ma tutti, in Italia, lo conoscevano come l’ispettore Nico Giraldi o come il ladruncolo romano Sergio Marazzi, detto Er Monnezza. Tomas Milian, questo il nome d’arte, è morto a Miami il 22 marzo – Leggi l'articolo
  • L'attore (foto del 2014) era nato a Cuba, a L'Avana, il 3 marzo 1933. Viveva da molti anni negli Usa ma era noto sopratutto in Italia. Qui, nonostante avesse lavorato con autori come Lattuada, Visconti o Maselli, era conosciuto soprattutto per la sua partecipazione in western e nei film polizieschi, dove impersonava l'ispettore Nico Giraldi e il poco onesto quanto romanissimo Sergio Marazzi, detto Er Monnezza – È morto Cino Tortorella, per tutti era Mago Zurlì allo Zecchino d’Oro
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    Cubano di nascita, americano di passaporto, naturalizzato italiano per una scelta di vita e di cuore, Tomas Milian si è spento nella sua casa di Miami a 84 anni per un ictus. Chi gli era vicino racconta che avrebbe voluto morire a Roma. L'attore aveva espresso la volontà di essere cremato. La moglie era morta nel 2012, lascia il figlio Tommaso che vive a New York – Leggi l'articolo
  • Nato a L’Avana da un generale dell'esercito di Machado, poi degradato e costretto al suicidio dal golpista Batista, Tomas Quintin Rodriguez Miliàn scappa da Cuba a 24 anni per tentare la fortuna in quella che diventerà la sua prima patria adottiva: l'America. Qui s’iscrive all'accademia teatrale di Miami, per poi trasferirsi a New York e debuttare a Broadway (foto del 2009) – Addio a Chuck Berry, padre fondatore del Rock 'N' Roll
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    Ma è nel varcare l'oceano come un vero emigrante (con appena 5 dollari in tasca, come raccontò nella sua autobiografia “Monnezza amore mio”, nella foto) che Tomas Milian scopre il cinema e diventa davvero attore. Al festival di Spoleto del '59 lo nota Mauro Bolognini, che lo ingaggia nel cast de “La notte brava” – Leggi l'articolo
  • Nel 1960 strappa a Franco Cristaldi un contratto con la Vides che per sei anni lo vedrà lavorare con i migliori registi italiani, da Visconti a Lattuada, da Zurlini a Maselli, fino a Pasolini. Bello, aitante, bruno e dai tratti inconfondibili, Milian è un autentico "scugnizzo" dal carattere ribelle: che mostra in breve la sua insofferenza per il doppiaggio a cui è costretto, per le paghe troppo basse, per i ruoli (a suo dire) secondari. Eppure è difficile non ricordarlo in opere del calibro de “I delfini" (nella foto) e "Gli indifferenti" di Citto Maselli o "Il bell'Antonio" di Bolognini e perfino nel fugace passaggio in "La ricotta" di Pasolini – È morto Cino Tortorella, per tutti era Mago Zurlì allo Zecchino d’Oro
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    Sono anni ruggenti per il nostro cinema e quel giovanotto con l'aria da "bello e dannato" volteggia sui set, sempre inquieto e sempre in cerca di se stesso: da "Un giorno da leoni" di Nanni Loy a "La banda Casaroli" di Vancini. Nel 1962 lavora per Luchino Visconti in “Boccaccio '70”, dove dà vita all'arido e meschino conte Ottavio, marito infedele della bellissima Pupe (Romy Schneider, con lui nella foto) - Leggi l'articolo
  • Alla fine di un burrascoso rapporto, Milian lascia Cristaldi e cerca fortuna in Spagna (complice la familiarità con la lingua) per poi tornare in Italia da eroe improvvisato del western all'italiana: il clamoroso e inatteso successo di "Faccia a faccia" con Gian Maria Volonté (regia di Sergio Sollima, 1967) gli spalanca una nuova carriera (nella foto, Milian con Franco Califano) – Addio a Franco Califano, il cantore di poveri e borgate
  • Titoli come "Se sei vivo, spara" di Giulio Questi, "La resa dei conti" ancora di Sollima, fino a "Tepepa" di Giulio Petroni sono ormai storia del cinema di genere e in questo affresco Tomas Milian diventa l'eroe rivoluzionario dei peones messicani, portavoce ante litteram del vento del '68 sul grande schermo (nella foto, Tomas Milian e Barbara Bouchet durante una pausa nelle riprese del film "Non si sevizia un paperino", per la regia di Lucio Fulci, 1972) – Leggi l'articolo
  • Se ne accorge Carlo Lizzani, che lo chiama (di nuovo insieme a Volonté) per "Banditi a Milano" (1968); lo capisce Liliana Cavani che lo vuole insieme a Pierre Clementi in "I cannibali" (1970); lo consacra Sergio Corbucci con "Vamos a matar, companeros" (1970, nella foto la copertina del dvd) – È morto Cino Tortorella, per tutti era Mago Zurlì allo Zecchino d’Oro
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    A metà degli anni '70 rinasce ad una nuova vita artistica con un altro genere di narrazione popolare, poi ribattezzato "poliziottesco". Qui incontra due maestri del "B Movie" come Umberto Lenzi e Lucio Fulci; qui diventa Nico Giraldi, con il celebre berrettino per "Squadra antiscippo" (1976) – Leggi l'articolo
  • E poi si mette la parrucca di Er Monnezza per "Il trucido e lo sbirro" di Lenzi (1976, nella foto la copertina del dvd) – Addio a Chuck Berry, padre fondatore del Rock 'N' Roll
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    Ormai è finalmente un protagonista, una maschera popolare, un'icona giovanile destinata e restare di moda fino alle porte degli anni 2000. Sono anni di frenetica attività con registi di fiducia, primi fra tutti Sergio e Bruno Corbucci. Ma nel 1979 è Bernardo Bertolucci a riaprirgli le porte del cinema d'autore con "La luna" e lo segue Michelangelo Antonioni facendone il suo alterego in "Identificazione di una donna" (1982) – Leggi l'articolo
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    Con Hollywood è rimasto sempre in contatto ed è qui che cerca nuova gloria col declinare dei generi del cinema italiano. Lavora con Abel Ferrara, Tony Scott, Sidney Pollack, Oliver Stone (in "JFK" si riveste da cubano), Steven Spielberg, James Gray, Steven Soderbergh, Andy Garcia. Ormai è però ritornato un comprimario, un "cattivo", un immigrato che a Miami ha rimesso su casa e che cerca la quiete con l'unica moglie (Rita Valletti, nella foto) e il figlio Tomas Jr – È morto Cino Tortorella, per tutti era Mago Zurlì allo Zecchino d’Oro
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    L'Italia invece gli è rimasta nel cuore, tanto da tornarci per scrivere con Giuseppe Ferrara la sceneggiatura di "Roma nuda" (2012), che resterà inedito per vicissitudini distributive e in cui riprende i panni di un poliziotto, ormai pensionato – Leggi l'articolo
  • Di lui si ricorda Marco Muller che, da direttore del Festival di Roma, gli consegna nel 2014 il massimo premio alla carriera (il Marco Aurelio, nella foto) come attore e feticcio della sua città adottiva. Del resto, in un'apparizione televisiva di qualche anno prima era stato lo stesso Milian a dichiarare che avrebbe voluto essere sepolto proprio a Roma – Addio a Chuck Berry, padre fondatore del Rock 'N' Roll
  • Nello stesso 2014 torna invece per la prima volta all'Avana come spettatore/narratore del bel documentario "The Cuban Hamlet" di Giuseppe Sansonna. Fin da giovane è stato attore teatrale, musicista, cantante, protagonista e interprete di una vita appassionante e ogni volta diversa. Il suo sorriso malinconico, la sua strafottente vitalità, la sua ironia popolana (esaltata spesso dal doppiaggio di Ferruccio Amendola) rimangono nella storia del cinema (nella foto, la locandina di “Squadra antitruffa”) – Leggi l'articolo
  • Tomas Milian con Bud Spencer sul set del film di Bruno Corbucci "Cane e Gatto", 1982 – È morto Cino Tortorella, per tutti era Mago Zurlì allo Zecchino d’Oro
  • Tomas Milian in “Squadra volante”, del 1974 – Leggi l'articolo