Morta Suki Lahav, violinista di Springsteen nella E Street Band aveva 74 anni

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FOTO Di Pinhas stern - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=146653805

È morta a 74 anni a Gerusalemme Suki Lahav, violinista e autrice israeliana che negli anni Settanta suonò con la E Street Band di Bruce Springsteen. Partecipò ai concerti e alle prime fasi di Born to Run, prima di tornare in Israele dove firmò testi per artisti come Rita, Yehudit Ravitz e Rami Kleinstein. Nel 2011 aveva ricevuto il premio alla carriera dell’Acum

È morta a Gerusalemme a 74 anni Suki Lahav, violinista e autrice israeliana che negli anni Settanta fece parte della E Street Band di Bruce Springsteen, contribuendo ai concerti e alle prime fasi di quello che sarebbe diventato Born to Run.

Una presenza breve ma significativa nella storia del rock americano, prima di tornare in Israele e diventare una delle voci più importanti della scrittura musicale del Paese.

Il passaggio americano con Springsteen

Tra la fine del 1974 e l’inizio del 1975, Lahav attraversa l’oceano e si ritrova nel cuore pulsante della scena musicale statunitense. Suona il violino in 38 concerti con la band di Bruce Springsteen, contribuendo dal vivo a brani come Lost in the Flood e Incident on 57th Street.

Il suo ingresso ha qualcosa di romanzesco. Il primo marito lavorava come tecnico del suono nei 914 Sound Studios di New York, crocevia creativo del team di Springsteen. Da lì nasce un’occasione: una partecipazione non accreditata alle registrazioni di 4th of July, Asbury Park (Sandy), poi l’audizione.

“Scelse me, sorprendentemente”, racconterà anni dopo con un’ironia disarmante.

Quella stagione si interrompe alle soglie di Born to Run, quando cambiano equilibri e direzioni artistiche. Ma resta un’incisione sottile, una traccia che non svanisce.

Il ritorno in Israele e la scrittura

È però in Israele che Lahav costruisce davvero la propria voce. Dopo il rientro, avvia una carriera solida e riconosciuta come autrice e paroliera, firmando testi per alcuni dei più importanti artisti del Paese: Rita, Yehudit Ravitz, Rami Kleinstein, Yehuda Poliker.

Le sue canzoni – come ha ricordato il figlio Yonatan annunciandone la scomparsa – erano capaci di “toccare il cuore delle persone”, attraversando con delicatezza temi intimi e universali.

Nel 2011 riceve il premio alla carriera dell’Acum, consacrazione di un percorso lungo decenni.

Una presenza che resta

In un’intervista del 2007, Lahav aveva parlato di Bruce Springsteen come di “una persona adorabile”, ridimensionando con grazia quell’esperienza americana: “Non è stata la parte centrale della mia vita, ma è una parte di me che non svanirà mai”.

Forse è proprio qui che si nasconde il senso della sua storia. Non nel centro del riflettore, ma in quella zona laterale dove le vite diventano racconto, e il racconto diventa memoria condivisa.

Una violinista passata per la leggenda. Una scrittrice rimasta nella sostanza delle cose.

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