Cos'è l'iperemesi gravidica, come Kate una donna su 100

L'annuncio della prima gravidanza di Kate dopo un ricovero per forti nausee (Foto: GettyImages)
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Il disturbo provoca nausea e vomito gravi in gravidanza, può durare fino alla nascita del bimbo. Ne soffre la duchessa di Cambridge, che ha appena annunciato il terzo royal baby in arrivo

Una donna su cento come Kate Middleton, almeno per quanto riguarda l'iperemesi gravidica, un disturbo che colpisce in gravidanza e che provoca forti nausee e vomito. La duchessa di Cambridge ne ha sofferto durante l'attesa di George e Charlotte e il terzo figlio in arrivo non rappresenta un'eccezione.

Che cos'è

A spiegare cos'è l'iperemesi gravidica è una scheda sul sito del sistema sanitario britannico (Nhs): questo disturbo si differenzia per la gravità di nausea e vomito sperimentati da quasi tutte le donne durante la gestazione (circa 8 su 10) soprattutto nei primi mesi probabilmente a causa dei cambiamenti ormonali. Chi, come Kate, ne è colpito manifesta nausea e vomito prolungate e intense (può accadere di stare male anche 50 volte al giorno), disidratazione perché non si riesce a trattenere i liquidi, perdita di peso, pressione bassa quando si sta in piedi e chetosi, una grave condizione che provoca l'accumulo di sostanze chimiche acide nel sangue e nelle urine, cosa che accade perché il corpo fa leva sulle riserve di grasso piuttosto che sugli zuccheri per l'energia.

Può durare l'intera gravidanza

Si tratta di una condizione che preoccupa, ma che può essere gestita. La cattiva notizia è che l'iperemesi non si allevia entro 14 settimane, ma può durare per l'intera gravidanza, fino alla nascita del bambino, anche se alcuni sintomi possono migliorare a circa 20 settimane. Non solo: proprio come è accaduto alla duchessa di Cambridge, chi l'ha già sperimentata in gravidanze precedenti ha una maggiore possibilità che si ripresenti.

I rimedi

Per contrastare i sintomi si possono prendere anti-emetici, vitamine b6 e b12 e in caso steroidi, ma se il vomito e la nausea sono incontrollabili può esserci bisogno di un ricovero in ospedale per trattamenti con fluidi intravenosi. Prima si iniziano i trattamenti più si vedranno gli effetti positivi. Se gestita per tempo questa condizione non provoca problemi al bambino, anche se la perdita di peso della mamma può portarlo a nascere con un peso inferiore al normale. In rari casi si può verificare una trombosi venosa profonda, dovuta alla disidratazione e alla mancanza di movimento.


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