Studio giapponese: bere alcol accelera l'invecchiamento cellulare

Secondo lo studio il consumo di alcol incide sulle malattie connesse all'invecchiamento cellulare (Getty Images)
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Una ricerca presentata al meeting della Research Society on Alcoholism ha individuato un collegamento fra alcolismo e l'accorciamento dei telomeri, responsabili della senescenza delle cellule

Gli effetti dell'alcol si fanno sentire anche sull'invecchiamento delle cellule: è quanto emerge da una ricerca presentata nel corso del meeting della Research Society on Alcoholism (Rsa) in corso a Denver (Usa) fra il 24 e il 28 giugno. Rivelatori dei danni prodotti dalle bevande alcoliche sono i telomeri, i terminali dei cromosomi dalla cui lunghezza è possibile risalire al grado di invecchiamento cellulare.

Alcol e invecchiamento

"I telomeri, i cappelli di proteine posti sulle estremità dei cromosomi umani sono i segnalatori dell'invecchiamento e della salute complessiva" ha spiegato in un comunicato della Rsa l'autore del paper, il giapponese Naruhisa Yamaki (Kobe University Graduate School of Medicine). Ogni volta che la cellula si moltiplica, infatti, una piccola parte dei telomeri viene dispersa e, pertanto, con l'andare del tempo essi tendono ad accorciarsi. Oltre all'età anche altri fattori possono agire sulla lunghezza dei telomeri: "La nostra ricerca - ha proseguito Yamaki - mostra come i pazienti consumatori di alcol abbiano accorciata la lunghezza dei telomeri. Ciò significa che bere pesantemente è causa d'invecchiamento biologico a livello cellulare".


La ricerca

Per raccogliere le prove dell'impatto dell'alcol sulla lunghezza dei telomeri, Yamaki e gli altri ricercatori hanno coinvolto 255 soggetti, compresi alcuni sottoposti al trattamento dedicato agli alcolisti dell'ospedale giapponese di Yokosuka. Nel complesso il campione dei partecipanti era composto da 134 pazienti consumatori di alcol e 121 controparti "pulite" della medesima età, compresa fra i 41 e gli 85 anni). Dall'esame dei campioni di Dna è stato possibile scoprire come i telomeri dei non alcolisti fossero più lunghi rispetto a quelli dell'altro gruppo di volontari. Non solo: è stata osservata anche "una relazione fra l'accorciamento dei telomeri e la carenza di vitamina B1”: quest'ultima, ha commentato Yamaki, è considerata come corresponsabile dell'encefalopatia di Wernicke, causa a sua volta di disturbi neurali. Più in generale, l'invecchiamento cellulare conseguente al consumo di alcol aumenta i rischi di contrarre quelle malattie che, di solito, divengono più frequenti con l'età: malattie cardiovascolari, diabete, cancro e demenza. Lo scorso febbraio una ricerca italiana pubblicata su Nature Communications aveva individuato un sistema per inibire l'accorciamento dei telomeri e, dunque, combattere una serie di malattie connesse all'invecchiamento.

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