Paziente in dialisi salvato grazie a un trapianto di rene con robot

Un robot da sala operatoria esposto durante il congresso Aesthetic science - Plastic surgery and cosmetic dermatology congress di Parigi (Getty Images)
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L'operazione, mai tentata prima, è stata eseguita all'Ospedale delle Molinette di Torino. L'organo sano proveniva da una donatrice con una patologia congenita

Un trapianto di rene mai tentato prima. È quello eseguito grazie all'uso dei robot dall'equipe medica guidata dal professor Paolo Gontero, direttore dell'Urologia universitaria dell'Ospedale Molinette della Città della salute di Torino, su un paziente di 51 anni costretto alla dialisi.

 

La decisione della donatrice – L'intervento è stato possibile grazie alla decisione di una paziente di 45 anni affetta dalla sindrome del rene ectopico pelvico, una rara anomalia congenita che può portare, come in questo caso, a dolore cronico ingravescente ed infezioni necessitanti l'intervento chirurgico di rimozione. Dopo l'asportazione dell'organo destinato allo scarto, ma ancora perfettamente funzionante, i sanitari hanno studiato la possibilità di trapiantarlo in un secondo paziente sottoposto a dialisi e con alte percentuali di compatibilità con il donatore. Una soluzione, quella dell'innesto, auspicata non solo dal team medico, ma dalla stessa donatrice che - riporta un comunicato dell'ospedale - sperava con questo gesto di dare un senso a tutte le sue precedenti sofferenze. Dopo una serie di esami è iniziata, lo scorso 20 febbraio, una lunga sequenza di interventi grazie ai quali è stato possibile in un primo momento valutare lo stato dell'organo e poi procedere all'espianto - fondamentale perla salute della donatrice - e quindi al trapianto, altrettanto importante per la persona che ha ricevuto il rene.


L'uso dei robot – “"La chirurgia robotica è stata fondamentale in questa particolare situazione di un rene in posizione anomala a stretto contatto con l'utero e con una vascolarizzazione complessa. L'aiuto del robot ha permesso l'accuratezza chirurgica necessaria in un intervento così delicato.”, ha spiegato il professor Gontero che nel corso dell'operazione è stato assistito dal dottor Alessandro Greco e dagli anestesisti Alessandra Davi ed Elisabetta Cerutti. Si tratta del primo caso al mondo in cui la chirurgia robotica viene impiegata in un trapanto che presenta una situazione anatomica vascolare estremamente più complessa. "Si è trattato di un rene con una complessità di arterie mai presentata prima d'ora per un trapianto nella trentennale tradizione della Chirurgia vascolare ospedaliera delle Molinette", ha aggiunto il dottor Maurizio Merlo, direttore della Chirurgia vascolare, che ha eseguito la ricostruzione vascolare del rene ed effettuato il trapianto assieme al dottor Aldo Verri e gli anestesisti Antonella Marzullo e Luisella Panealbo. L'ultima fase dell'operazione è stata infine eseguita dai dottori Omid Sedigh e Andrea Bosio, urologi, che hanno ricostruito la complessa via urinaria del rene, anch’essa anomala, del ricevente.

La fase post-operatoria – Il trapianto, dicono i medici delle Molinette, è tecnicamente riuscito e il paziente con il nuovo rene è stato sganciato dalla dialisi e le sue condizioni di salute sono in costante ripresa. L'uomo è attualmente ricoverato presso il reparto di terapia semi-intensiva della Nefrologia universitaria ed è regolarmente monitorato dall'équipe diretta dal professor Luigi Biancone che ha commentato l'intervento sostenendo come “due situazioni di sofferenza e di calvario sono state trasformate entrambe in lieto fine, grazie alla generosità della signora ed all’esperienza pluridisciplinare del trapianto renale di Torino che si è dimostrata ancora una volta vincente”.

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