"Fegato grasso" nei bambini, diagnosi più facile e meno invasiva

Novità per le tecniche di analisi del fegato nei pazienti più piccoli (Getty Images - foto di repertorio)
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Una ricerca promossa dall'ospedale "Bambino Gesù" e dal policlinico Gemelli ha mostrato come, attraverso una nuova tecnica, sia possibile valutare con precisione questa patologia anche nei più piccoli

L'elastografia epatica, una tecnica in grado di valutare lo stato di salute del fegato, è un valido metodo di diagnosi non solo per gli adulti, ma anche per i bambini. E' quanto emerge da uno studio italiano pubblicato sulla rivista Radiology. In particolare, la steatoepatite non alcolica, una malattia che vede un accumulo di grasso nel fegato ed è tipica dei soggetti obesi, può essere diagnosticata con successo grazie a questa metodologia non invasiva.

 

La ricerca - Lo studio condotto dagli scienziati dell'Università Cattolica ha preso in esame solo bambini e ragazzi fra gli 8 e i 17 anni di età (12,6 anni in media), la cui steatoepatite era già stata diagnosticata tramite una precedente e più invasiva biopsia epatica. L'elastografia cui i soggetti sono stati sottoposti è stata la "real-time 2D-Shear Wave", una tecnica più recente che, integrandosi con le apparecchiature ecografiche tradizionali, permette di visualizzare l'immagine anatomica del fegato in tempo reale, con la possibilità di selezionare le zone da sollecitare. Al termine di questo esame, che non dura più di cinque minuti, è stato possibile appurare che questo strumento "è accurato" e che "mostra in modo efficiente la presenza di fibrosi epatiche significative e, in modo meno preciso, le fibrosi moderate nei pazienti pediatrici affetti da steatoepatite non alcolica", conclude lo studio.

 

Punti a favore - I vantaggi della diagnosi elastografica, oggetto dello studio, riguardano soprattutto la sua minore invasività, in particolare per i più piccoli. Grazie a questa tecnica è possibile comprendere se il fegato presenta i sintomi della malattia testandone l'elasticità e individuando, così, eventuali fibrosi. L'esame effettuato con la nuova tecnologia sperimentata può essere ripetuto più volte ed è molto meno impegnativo della biopsia. A promuovere l'utilizzo dell'elastografia attraverso questa ricerca scientifica è stata una partnership fra l'ospedale pediatrico "Bambino Gesù" e la Fondazione policlinico universitario "Agostino Gemelli" di Roma. Come ricorda proprio l'ospedale "Bambino Gesù" sul suo sito, la steatosi epatica è un problema crescente "la cui causa è spesso l'eccesso ponderale (sovrappeso o vera e propria obesità). In Italia una recente stima ha valutato che circa il 20-22% degli adolescenti è sovrappeso e circa il 10% è francamente obeso. Il 70-80% di questi ragazzi presenta steatosi epatica, la quale può progredire (in percentuale variabile dal 20% al 60%) in steatoepatite non alcolica".

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