Senato:no a decadenza Minzolini. Di Maio: non lamentatevi di violenze

Politica
Augusto Minzolini al Senato dopo il no alla decadenza (Lapresse)

Con 137 voti a favore l’Aula di Palazzo Madama ha votato l’ordine del giorno di Forza Italia contro la decisione della Giunta per le immunità, che a luglio aveva dichiarato decaduto l’ex giornalista perché condannato con sentenza passata in giudicato. Lui conferma che lascerà l'incarico. Ira dei 5 Stelle

L'Aula del Senato, grazie anche ai voti di alcuni esponenti del Pd, ha "salvato" Augusto Minzolini, votando contro l'ordine del giorno lo aveva dichiarato decaduto da senatore di Forza Italia. L'ex giornalista annuncia che si dimetterà comunque, come annunciato prima del voto, ma questo non basta a placare l'ira del M5S che accusa il Pd di "voto di scambio".

 

Voto a larga maggioranza - Palazzo Madama ha approvato con 137 sì, 94 no e 20 astenuti l'ordine del giorno di FI che respingeva la deliberazione della Giunta per le Immunità che nel luglio scorso aveva dichiarato decaduto l'ex giornalista dal mandato di parlamentare perché condannato con sentenza passata in giudicato. Minzolini nel novembre 2015 era stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per peculato continuato a causa dell'utilizzo della carta di credito Rai. 

 

L'annuncio delle dimissioni - Il voto dell'odg è stato accolto da un lungo applauso. Poco dopo Minzolini ha annunciato di essere pronto a "mandare la lettera" di dimissioni. L'ex giornalista ha dunque confermato l'intenzione di lasciare l'incarico qualsiasi fosse stato l'esito della votazione. Nel suo intervento in Aula, Minzolini aveva detto: "Sono pronto a bere la cicuta". Il senatore, nella sua dichiarazione difensiva, aveva invitato i parlamentari a non prendere "decisioni ipocrite e pilatesche" e aveva citato una frase che gli disse "qualche tempo fa Antonio Di Pietro" e cioè che "la politica porta guai". "Considero il mio caso, con tutto il rispetto che posso avere per la magistratura, una grande ingiustizia". Minzolini si è detto "vittima di una vicenda kafkiana". "Alla fine di questo calvario", aggiunge "sono convinto che la battaglia intrapresa vada al di là della mia persona". 

 

Lo Moro: negata legge Severino - "Sono sorpresa e un po' avvilita, abbiamo contraddetto una legge che con Silvio Berlusconi ha portato il leader dell'opposizione fuori dal Senato", ha detto Doris Lo Moro, senatrice Mdp e relatrice in Giunta per le immunità. Il voto del Pd "non è stato causale, mi auguro che non sia stato organizzato", ha spiegato interpellata sulle accuse di voto di scambio del M5S: "Avevo dei dubbi, ho visto strani movimenti".

 

L'ira di Di Maio - I 5 stelle, sul piede di guerra, hanno convocato una conferenza stampa al Senato per esprimere tutto il loro sdegno. "Hanno dimostrato di sentirsi al di sopra della legge", tuona Di Maio che strappa platealmente il testo della legge Severino davanti alle telecamere. "Poi non si lamentino - incalza al fianco di Di Battista - quando i cittadini manifestano in maniera violenta fuori al Parlamento se dentro si fanno atti eversivi di questo genere". "Trovo gravissimo che un vicepresidente della Camera inciti alla violenza" replica il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda che continua: "Dire voto di scambio è offensivo: non c'è stato voto di scambio e trovo molto grave che si possa pensare che senatori come Fattorini, Ichino, Mucchetti, Tronti e Manconi si siano prestati al voto di scambio. Sono offese che arrivano da una forza politica che fa della criminalizzazione degli avversari la sua cifra politica".



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