Prodotti vegani nel paniere Istat per il calcolo dell'inflazione

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Spazio anche per la tecnologia con smartwatch e soundbar. Escono le videocamere. Critiche da Federconsumatori e Adusbef

Sono 12 i prodotti che entrano nel nuovo paniere Istat per il calcolo dell’inflazione. Fra questi, ci sono anche i cibi per le persone vegane. Escono dal paniere le videocamere tradizionali, sostituite dall'Action camera.

 

Dal cibo alla tecnologia - Nel settore alimentare, nella stessa voce di quelli vegani, il paniere comprende anche i preparati vegetariani. Al settore del cibo, si aggiungono anche i preparati di carne da cuocere, i centrifugati di frutta e verdura e la birra artigianale. Tra i nuovi prodotti ci sono anche gli smartwatch, le soundbar e le action camera che sostituiscono le videocamere tradizionali. Fra le 12 novità, compaiono poi le cartucce a getto d’inchiostro, le asciugatrici, e i servizi assicurativi connessi all’abitazione. 

 

 

Le critiche delle associazioni dei consumatori - La scelta dei nuovi prodotti per il paniere Istat non ha però convinto Federconsumatori e Adusbef (Associazione difesa consumatori ed utenti bancari). I rispettivi presidenti, Rosario Trefiletti ed Elio Lanutti, hanno detto di continuare a nutrire “non pochi dubbi sull'adeguatezza del paniere per la rilevazione del reale andamento dei prezzi”. In particolare, i prodotti tecnologici che sono entrati sul mercato già dagli scorsi anni, costano molto e sono ancora poco diffusi. “Si tratta di una scelta che riteniamo errata”, hanno commentato Trefiletti e Lanutti, “poiché l'inevitabile contrazione dei prezzi di tali beni nel tempo condiziona al ribasso il tasso di inflazione in termini generali. L'inserimento di tali prodotti nel paniere dovrebbe avvenire solo nel momento in cui la loro diffusione raggiunga almeno il 20% della popolazione".

 

Aumenta il peso dei trasporti, diminuisce quello delle abitazioni - Istat ha sottolineato anche come nel nuovo paniere sia aumentato il peso dei trasporti, dell’abbigliamento e delle calzature; mentre è sceso quello delle abitazioni, dell’acqua, dell’elettricità e dei combustibili. La divisione di spesa su prodotti alimentari continua ad avere il peso maggiore (16,50%), seguita da quella dei trasporti (13,39%), dai servizi ricettivi e di ristorazione (11,49%) e da quello delle abitazioni, elettricità e combustibili (10,73%).

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