Ritrovato il cadavere dell’escursionista disperso nel Bresciano

Secondo il Soccorso alpino, la vittima era un escursionista pratico di montagna che conosceva già abbastanza bene la zona (Getty Images, foto di repertorio)
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Le tracce del 46enne si erano perse nella zona di Punta Almana, sopra Sale Marasino, lo scorso 2 dicembre. Secondo la prima ricostruzione sarebbe morto a causa dei traumi riportati in una caduta di una ventina di metri

Le squadre territoriali della V Delegazione Bresciana, in collaborazione con il Soccorso alpino Guardia di Finanza (Sagf), nella mattinata del 6 dicembre, hanno ritrovato il cadavere dell’escursionista disperso da sabato nella zona di Punta Almana, sopra Sale Marasino, in provincia di Brescia. Il corpo dell’uomo, 46 anni e originario di Venezia, è stato individuato da un elicottero che ha guidato le squadre di soccorso impegnate nella perlustrazione delle zone in cui si presumeva potesse essersi diretto.

Morto a causa di una caduta di una ventina di metri

Secondo la prima ricostruzione dei fatti, l'escursionista sarebbe morto a causa dei traumi riportati in una caduta. Il 46enne, infatti, sarebbe scivolato lungo un pendio a causa dell'erba ghiacciata, cadendo da un roccione per una ventina di metri. Secondo il Soccorso alpino, la vittima era un escursionista pratico di montagna che conosceva già abbastanza bene la zona. L’uomo lo scorso sabato aveva raggiunto con l'auto Pozzolo, dove aveva parcheggiato e da dove era partito a piedi. Dopo diverse ore senza possibilità di contatto, i familiari avevano chiesto aiuto. 

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