Una donna su tre aggredita dal partner, allarme anche per le bambine

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A rivelarlo sono i dati di un progetto coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità attraverso un'indagine condotta negli ospedali italiani

Una donna su tre è aggredita dal partner e, tra quelle gravemente abusate, più dei due terzi accusano sintomi di stress da disordine post-traumatico a tre mesi dalla violenza. Hanno tra i 15 e i 49 anni, più di un terzo sono straniere. È la fotografia della donne vittime di violenza che emerge dai dati di un progetto coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità. Allarme anche per le bambine: per il 17,9% di quelle fino ai 14 anni, la causa di accesso al pronto soccorso per violenza, è una aggressione sessuale.

Conseguenze gravi

Le conseguenze della violenza sullo stato di salute della donna assumono livelli di gravità che possono essere fatali, dal femminicidio, all'interruzione di gravidanza, o molto invalidanti come conseguenze di trauma (ustione, avvelenamento o intossicazione) e psicologiche con problemi di salute che includono il Post Traumatic Stress Disorder (PTSD), depressione, abuso di sostanze e comportamenti auto-lesivi, tentativi di suicidio, disturbi alimentari, sessuali. Il progetto è del Centro per il controllo delle malattie (supportato dal Ministero della Salute) e "REVAMP (Repellere Vulnera Ad Mulierem et Puerum) - Controllo e risposta alla violenza su persone vulnerabili", coordinato dall'ISS e dall'Ospedale Galliera di Genova, che fa parte della rete ospedaliera che raccoglie i dati sulla violenza, nell'ambito dell'Injury Database europeo (IDB).

Sconfiggere il senso di isolamento

Dai dati emerge che per le donne vittime di violenza in età fertile (15-49 anni), oltre il 35% dei casi è dovuto ad aggressione da parte del coniuge o partner sentimentale (nei maschi è meno del 10%). Quasi l'85% dei casi di violenze su donne è compiuta da conoscenti (nei maschi tale percentuale è inferiore al 40%). "Nei pronto soccorso che hanno partecipato alla rilevazione - dice Alessio Pitidis dell'ISS, coordinatore per l'Italia della sorveglianza dell'Injury Database europeo - emerge che per le donne in età fertile vittime di violenza la seconda causa di accesso in PS è stata la violenza sessuale: un caso ogni venti. La violenza viene più spesso (88% dei casi) compiuta a mani nude o con violenza fisica, senza uso di strumenti d'offesa". A 3 mesi dalla dimissione ospedaliera il 67,5% delle donne adulte vittime di violenza domestica o sessuale soffriva di stress da disordine post-traumatico. Un valore paragonabile a quello delle vittime dirette di grandi disastri, compresi attentati terroristici. "La presenza di una rete di servizi socio-assistenziali capillare, capace di interagire, dialogare e scambiare efficaci prassi metodologiche - dice Eloise Longo, coordinatrice del progetto REVAMP - è un modo per far emergere il fenomeno della violenza e sconfiggere il senso di isolamento e solitudine che circonda le donne. La rete è un modo per garantire alla donna supporto e protezione''.

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