Palermo, traffico internazionale di droga: 19 persone coinvolte

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Diverse operazioni di Polizia e Fiamme gialle coordinate dalla Dda di Palermo tra Sicilia, Calabria e Campania. Contestati reati in materia di stupefacenti aggravati dalla transnazionalità

Doppia operazione congiunta di Polizia di Stato e Guardia di finanza di Palermo, nella mattinata di mercoledì 13 settembre. Diciannove le persone destinatarie delle misure cautelari, di cui tre ancora ricercate, tra Sicilia, Calabria e Campania. I reati contestati sono legati al traffico internazionale di droga. La mente, un 38enne palermitano.

L'inchiesta della Dda

A condurre l'inchiesta e a chiedere al Gip presso il tribunale di Palermo l'emissione dei provvedimenti è stata la Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Due le operazioni, denominate "Cinisari" e "Metemi", che hanno coinvolto tre regioni: oltre alla Sicilia, anche Calabria e Campania. Alle 19 persone raggiunte dai provvedimenti eseguiti da Polizia e Fiamme gialle – tutte riconducibili a gruppi criminali – sono contestati reati in materia di stupefacenti, aggravati dalla transnazionalità.

Il traffico internazionale

Mente dell'organizzazione che avrebbe gestito il traffico internazionale un uomo di 38 anni di Carini, in provincia di Palermo. Secondo le indagini era lui – con la complicità di quattro Colombiani, anche loro finiti in manette – ad acquistare la cocaina purissima che dall'America del Sud (Venezuela, Ecuador e Colombia) arrivava, via aerea o per mare, in Italia, trasportata da corrieri palermitani e calabresi. Oltre che allo scalo "Falcone e Borsellino" del capoluogo siciliano, sequestri sono stati eseguiti negli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Ciampino. Altra droga è stata inoltre trovata addosso a corrieri a bordo di traghetti e autobus di linea, nascosta tra libri, pedane, motori e persino macinini da caffè. Le partite di cocaina sequestrate durante le indagini, anche in collaborazione con le polizie di altri Paesi – tra cui Ecuador e Spagna – ammontano in totale a oltre 33 kg.

Gli altri arrestati

Gli arrestati (e i tre ricercati) sono riconducibili a gruppi criminali, con ramificazioni nelle province di Palermo e Trapani, specializzati in particolare nell'importazione di partite di cocaina provenienti dalla Colombia e dalla Calabria. Fitto il reticolo di "distributori" di fiducia e "pusher" gestito sulle piazze di Capaci, Isola delle Femmine, Partinico, Trapani, Mazara del Vallo, Marsala e Salemi, tutte in Sicilia. Tra le persone finite in manette anche un corriere che si occupava di trasportare la droga nel territorio italiano.

Il "cliente" pregiudicato

Le ricostruzioni hanno portato ad accertare come il 38enne "mente" dell'orgnaizzazione abbia rifornito, tra gli altri, un pregiudicato (detenuto per omicidio), a capo del gruppo attivo nel quartiere Zen di Palermo e contiguo al mandamento Tommaso Natale-San Lorenzo. Il pregiudicato si rivolgeva anche a un altro uomo appartenente all'organizzazione, di origini campane.

La chat da decifrare

I componenti dell'organizzazione, a differenza dei corrieri, viaggiavano con lo stretto necessario: un piccolo bagaglio e dei cellulari BlackBerry. Proprio ai cellulari è legato un enigma irrisolto: gli investigatori stanno infatti ancora cercando di decifrare la chat che veniva utilizzata dai trafficanti.

Data ultima modifica 13 settembre 2017 ore 13:30

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