Agguato Gargano, l'autopsia conferma: contadini inseguiti e uccisi

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Il presunto boss Mario Luciano Romito e suo cognato sono stati freddati sul posto con due fucilate alla nuca. Per Romito il questore di Foggia ha vietato i funerali pubblici 

Sono stati inseguiti e freddati con ferocia i due contadini di San Marco in Lamis, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, uccisi il 9 agosto da un commando presumibilmente perché testimoni dell'assassinio del presunto boss Mario Luciano Romito e di suo cognato Matteo De Palma. La dinamica dell'agguato sembra confermata dall'esito dell'autopsia delle quattro vittime eseguita presso l'istituto di medicina legale di Foggia. Per il boss e suo cognato è stata invece un'esecuzione: sono stati freddati da due colpi alla nuca.

Contadini testimoni involontari

I fratelli Luciani, secondo quanto emerso dall'autopsia, sono morti per i colpi sparati con un fucile d'assalto AK 47 Kalashnikov. Aurelio Luciani, che aveva tentato di fuggire uscendo dall'auto, è stato raggiunto da due colpi al fianco e uno al gluteo. Il fratello Luigi è stato ucciso con due colpi alla testa e uno alla nuca.

Esecuzione per il boss

Per il presunto boss e suo cognato, Matteo de Palma, suo autista, si è trattato invece di un'esecuzione: entrambi sono stati uccisi con due fucilate alla nuca.

Funerali pubblici vietati per Romito

Per Romito il questore di Foggia ha vietato i funerali in forma pubblica. Le esequie dei due contadini, invece, hanno visto la partecipazione di una folla commossa. 

Contadini "morti da innocenti"

"Sono morti da innocenti, non si può morire così", haa detto Anna, vedova di Luigi Luciani. "La sola colpa di mio marito è stata quella di andare a lavorare e di spaccarsi la schiena tutte le mattine". "Mia cognata è distrutta. Ad ottobre darà alla luce la bambina che non conoscerà mai il padre". Antonio, l'anziano padre dei due uomini continua a tenersi la testa tra le mani: "Dov'è lo Stato per la gente che lavora onestamente?", continua a chiedere ripetutamente ai politici che vanno a porgere le condoglianze alla famiglia. Ieri da Foggia il ministro dell'Interno Marco Minniti ha rimarcato che "la risposta dello Stato rispetto all'uccisione di cittadini inermi e innocenti sarà durissima"

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