Terremoto Centro Italia, Ingv: dal 24 agosto 2016 oltre 74mila scosse

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Ad Accumoli solo la metà delle casette sono state consegnate. Il sindaco di Norcia: "Ricostruzione sia in sicurezza"

È passato quasi un anno dal terremoto che il 24 agosto 2016 ha colpito il centro Italia causando la morte di 299 persone (SPECIALE – VIDEO - FOTO -  MAPPA INTERATTIVA). Da allora, sono stati oltre 74mila, 210 al giorno, i terremoti, gli eventi sismici registrati dall'Ingv nell'area dell'Appennino centrale - Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche - dove avvenne il devastante terremoto. La più importante sequenza sismica in Italia dal 1980.

Nei comuni di Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio, intanto,  si continua a lavorare alla ricostruzione.

Da una parte bisogna recuperare le abitazioni, dall’altra ripristinare il tessuto economico e sociale per evitare che quei territori si spopolino. Bisogna inoltre fare fronte ai danni ingenti al patrimonio urbanistico e a quello storico artistico.

Sindaco Norcia: recuperare patrimonio artistico in sicurezza

A Norcia il sindaco, Nicola Alemanno è pronto dare il via ai 13 cantieri per la messa in sicurezza delle mura castellane, delle porte e delle chiese: “Entro il 31 dicembre del 2018 puntiamo ad averle recuperate – ha dichiarato - Si tratta di una fonte primaria del nostro modello di sviluppo, ogni singola pietra parla della nostra storia e della nostra tradizione. Tutto ciò che è possibile recuperare in sicurezza sarà recuperato ma è importante che sicurezza e conservazione corrano lungo lo stesso binario”.

Ad Accumoli consegnate la metà delle casette

Ad Accumoli, in provincia di Rieti, invece la priorità è evitare che il borgo venga abbandonato. Delle 200 casette in legno che dovranno ospitare gli sfollati ne sono state consegnate solo 80 e il sindaco Stefano Petrucci si dice preoccupato: “Per evitare lo spopolamento bisogna ricostruire il tessuto economico e sociale. Dobbiamo riportare qui i proprietari di seconde case”.

Accumoli, consegnate solo la metà delle casette

Il bilancio di Legambiente

Dal 24 agosto 2016 la terra ha tremato oltre 70 mila volte, l’ultima di magnitudo 3.2 proprio tra Norcia e Accumoli nella notte tra il 6 e il 7 agosto. Quattro regioni (Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio) e 140 comuni colpiti dal terremoto. A quasi un anno dal sisma, Legambiente ha provato a fare un primo bilancio complessivo raccogliendo ed elaborando dati e li ha presentati a Rispescia (Gr) in occasione di Festambiente.  A questi si aggiungono quelli del volontariato e dell'arte salvata grazie anche al Gruppo Protezione Civile Legambiente Beni Culturali Marche.

299 vittime, 200mila immobili lesionati

Sono 299 le vittime del terremoto, 200 mila gli immobili lesionati o inagibili e solo nelle Marche si contano 87 comuni danneggiati dal sisma.  I volontari sono stati impegnati per oltre 3.600 ore di servizio, hanno realizzato 88 interventi e recuperato 3.613 beni culturali, di questi 3.056 di proprietà diocesana e 555 di proprietà comunale.

I danni ad agricoltura e allevamento

Da considerare anche i danni all’agricoltura e all’allevamento. Il terremoto ha compromesso prodotti enogastronomici tra cui salumi e formaggi di qualità, legumi come la lenticchia di Castelluccio, l'unica lenticchia Igp d'Italia, la cicerchia e il farro dop di Monteleone, il pregiato tartufo nero della Valnerina, tra Scheggino e Norcia e lo zafferano di Cascia.

Rischio spopolamento

"La ricostruzione dei luoghi, che andrà fatta con cura e attenzione mantenendo quel legame forte e profondo con la storia e le radici di quei territori – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - può e deve essere accompagnata dalla rinascita di comunità solidali che devono essere sostenute nella loro volontà di ricominciare, da protagoniste in questi luoghi, rilanciando allo stesso tempo una nuova idea di sviluppo e benessere dell'Appennino centrale. In questo modo si può evitare lo spopolamento di queste aree”

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