Torino, bimbo ferito migliora ancora. Resta grave una donna

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Kelvin, rimasto schiacciato dalla folla in preda al panico, si è svegliato dal coma e respira da solo. Il ragazzo che l’ha salvato ha incontrato i familiari. Parla intanto il giovane apparso in un video a torso nudo: “Dipinto come un mostro, volevo calmare la folla”

Migliorano ancora le condizioni di Kelvin, il bambino di 7 anni ferito sabato sera in piazza San Carlo. Dopo il risveglio dal coma farmacologico, i sanitari del Regina Margherita lo hanno estubato. Il piccolo paziente è sveglio e cosciente, riferiscono fonti sanitarie, e respira da solo. Resta a scopo precauzionale la prognosi riservata. Nei prossimi giorni, se continuerà a migliorare, uscirà dalla Rianimazione per essere ricoverato in un reparto di degenza. Sono invece stabili, pur se gravi, le condizioni di due donne. In particolare la più giovane, una 38enne di Domodossola, resta intubata e in coma farmacologico per il trauma toracico riportato nella calca di piazza San Carlo. Ha subito un arresto cardiaco per schiacciamento e la prognosi rimane strettamente riservata.

Il ragazzo che ha salvato Kelvin in ospedale

Isak Nokho, il giovane di origini senegalesi che ha salvato il piccolo Kelvin, ha incontrato la mamma del bambino all'ospedale Regina Margherita di Torino. A raccontare l'incontro è il quotidiano Il Tirreno che ha organizzato il viaggio del giovane che vive a Fucecchio (Firenze). Isak e il suo amico Mohamed erano in piazza San Carlo la sera della finale di Champions e appena vista la situazione di pericolo hanno "coperto" il bambino di sette anni cercando di contenere la pressione della folla. Per incontrare la mamma di Kelvin Isak ha chiesto un permesso al Ciaf di Fucecchio, dove sta svolgendo servizio civile. "Grazie per averlo salvato”, gli ha detto la donna. "Non lo dire, ho fatto ciò che avrebbe fatto chiunque", ha replicato lui.

Le polemiche politiche

La sindaca di Torino Chiara Appendino si è difesa in Consiglio Comunale dalle critiche per l'organizzazione di Piazza San Carlo nella notte della finale di Champions. Ha annunciato una stretta sui venditori di alcolici. La polemica istituzionale prosegue: per il ministro dell'Interno Marco Minniti “è evidente che qualcosa non ha funzionato. Se non ci sono le massime condizioni di sicurezza gli eventi d'ora in poi non si faranno”. “L'Amministrazione comunale è apparsa impreparata', ha rincarato la dose il governatore Sergio Chiamparino. E l’ex sindaco Fassino ha parlato di “gestione superficiale”. (IL VIDEO DELLA FUGA)

Assessore sanità: catena soccorsi ha funzionato

L'assessore alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta, in una relazione sui fatti di sabato notte, ha scritto che “la catena preordinata ha funzionato egregiamente: sei minuti per il trasporto in ambulanza dei feriti più gravi, 12 per quelli meno gravi, reclutamento di tutti gli ospedali della cintura torinese per i codici verdi”. L’assessore parlando dei soccorsi di competenza regionale ha aggiunto: "Tutti gli ospedali coinvolti nella maxi-emergenza hanno fatto funzionare al meglio le cosiddette procedure a cascata dei 'piani di massiccio afflusso', richiamando in servizio tutto il personale reperibile. E hanno prestato soccorso a oltre 1.500 feriti. Alle 1.30 di notte la situazione era tornata sotto controllo”. 

Parla il giovane del video

Sul fronte dell’inchiesta è stato scagionato il giovane a torso nudo che in un video gesticola in mezzo alla piazza. In un’intervista a La Stampa si è difeso: “Ho sollevato le braccia per cercare di calmare la folla. Volevo far capire che non c'era alcun pericolo, che bisognava stare tranquilli. Ma hanno fatto di me un capro espiatorio". Il giovane con lo zainetto, in un primo momento era stato indicato come sospettato di aver creato il panico. "Mi hanno tenuto in questura per ore. Ho spiegato tutto. I media hanno fatto di me un mostro, un sobillatore. Hanno cercato di scaricare su di me la colpa di quei mille e 500 feriti”. Resta aperto il fascicolo a carico di ignoti per lesioni plurime e possibili omissioni.

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