L’Aquila, 8 anni dopo sisma ricostruzione delle scuole resta lontana

L’esterno della scuola De Amicis, nel centro de L’Aquila, in una foto d’archivio del 2015 (Ansa). A fine 2016, da immagini Google Earth, lo stato dei lavori è immutato
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Migliaia di bambini fanno lezione ogni giorno nei container provvisori allestiti dopo il terremoto che sconvolse l’Abruzzo il 6 aprile 2009. 44 milioni di euro per gli istituti comunali sono fermi dal 2013. Gli assessori: “Fatto tanto, si poteva fare meglio”. L’appello del ministro Fedeli: “Accelerare su ricostruzione edifici scolastici”

 

Sono passati 8 anni dal terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009. La ricostruzione post-sismica procede ancora a rilento e migliaia di bambini vanno in classe ogni giorno nei container. Nei mesi successivi al sisma, le scuole con danni lievi riaprirono nelle sedi in muratura, dopo una riparazione. Ad oggi, solo una scuola comunale su due ha riaperto: l'altra metà, quelle ritenute inagibili, sono rimaste chiuse e nessuna di queste è stata ancora ricostruita.

 

Fondi disponibili - L'assessore comunale alle Opere Pubbliche Maurizio Capri ha spiegato all'Ansa: "Dal 2013 sono disponibili 44 milioni di euro", destinati ai lavori per l’edilizia scolastica nelle scuole primarie e comprensive di competenza comunale. In otto anni due scuole comunali sono state demolite e alcuni progetti sono stati approvati. "Per ricostruirle tutte serve il doppio dei 44 milioni a disposizione e li stiamo cercando attraverso il Cipe", ha aggiunto l'assessore. (LO SPECIALE DI SKY TG24)


Lezioni nei moduli provvisori -
In attesa dei lavori, all'Aquila gli studenti delle scuole inagibili fanno ancora lezione nei MUSP (Moduli Uso Scolastico Provvisorio) allestiti nel 2009. Creati per durare circa 4 anni, ora mostrano gravi problemi di manutenzione relativi soprattutto ai sistemi fognari, agli impianti di riscaldamento e alle componenti strutturali. (MESSINA, IRPINIA, BELICE: VITA DA SFOLLATI)

Nel 2009 non vennero eseguite verifiche di vulnerabilità sismica, obbligatorie in Italia dal 2003. Nelle scuole del Comune, materne, elementari e medie, ad oggi non sono state eseguite. Gli incarichi, ha confermato l'assessore comunale alle Opere Pubbliche Maurizio Capri, vengono assegnati proprio in questi mesi. (LO SPECIALE DI SKY TG24 SUL SISMA IN ABRUZZO)

 

Le verifiche di vulnerabilità - Nelle scuole di competenza della Provincia, le superiori, le verifiche di vulnerabilità sono state eseguite nel 2013. Ma gli esiti, che hanno rivelato indici molto bassi, sono stati resi pubblici a gennaio 2017, dopo la richiesta di accesso agli atti di un gruppo di genitori di studenti del liceo Cotugno, preoccupati per lo stato dell'edificio scolastico. Stando alle verifiche, questa scuola ha gravi problemi strutturali e statici, a prescindere da un terremoto. (SKY TG24 NELLE CASE COSTRUITE DOPO IL SISMA)

 

Gli assessori: "È stato fatto tanto" - Il ritardo nei lavori "dipende dal fatto che i 44 milioni sono arrivati solo nel 2013-2014”, spiega a Sky TG24 l'assessore Capri. "La maggior parte delle scuole danneggiate e mai ricostruite sono in fase di ri-progettazione e contiamo entro un anno di terminarle".

Gli fa eco il collega Pietro Di Stefano, assessore alla Ricostruzione, che all'Ansa spiega: “Se consideriamo cosa sta succedendo in altri terremoti, ci rendiamo conto che è stato fatto tanto. Certo si poteva fare meglio però dobbiamo ricordare che l'Ufficio speciale è stato creato nel 2013, cioè quattro anni dopo il tragico sisma. Credo che nello stilare un bilancio manchino questi quattro anni". 

 

L'appello del ministro - I dirigenti scolastici aquilani un mese fa hanno scritto una lettera al ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli per presentarle le problematiche dell'edilizia scolastica. Il ministro proprio oggi, a proposito della situazione in Abruzzo ha dichiarato: ”Stiamo continuando a garantire nei moduli, certamente provvisori, il percorso educativo dei ragazzi e delle ragazze. È stata una risposta necessaria, ma non c'è dubbio che dobbiamo accelerare, sbloccare e semplificare i finanziamenti pur mantenendo regole e trasparenza per tutto il percorso di ricostruzione”.

Il ministro ha poi auspicato “attenzione su trasparenza e legalità ma anche su efficienza dei tempi. La risposta nei tempi più veloci e sicuri a L'Aquila va data. I ragazzi vogliono una scuola normale, costruita in termini definitivi". (LO SPECIALE ANSA A 8 ANNI DAL SISMA)

 

La replica dei cittadini - "Non si sta muovendo nulla”, replica invece all' Ansa Silvia Frezza, maestra alla Rodari di Sassa, che fa parte della Commissione “Oltre il MUSP”. “L’unico esempio virtuoso è la scuola della frazione di Roio, ricostruita e antisismica". Nel mentre, il Comitato Scuole Sicure L’Aquila ha annunciato di aver raccolto centinaia di firme per l’invio di una lettera al Presidente Sergio Mattarella.

 

Il rischio spopolamento - Intanto, anno dopo anno le iscrizioni diminuiscono e le famiglie iscrivono i propri figli altrove: a Pescara, Roma, Teramo. L’Aquila rischia lo spopolamento. "Come si fa a tenere insieme la popolazione - chiedono i genitori, riuniti in Comitati e intervistati dall'Ansa - se le scuole, che dovrebbero essere il simbolo della ricostruzione e del futuro, si trovano in questa situazione?”.

 

Le iniziative per ricordare il terremoto - Mentre la ricostruzione procede con ritmi lenti, per ricordare la tragedia di otto anni fa, che ha causato 309 vittime, è stata organizzata per le 22.30 una fiaccolata. Poi, allo stesso orario della devastante scossa, la lettura dei nomi scandita dai rintocchi delle campane. Per il 6 aprile è stato invece proclamato il lutto cittadino. Il sindaco Massimo Cialente ha lanciato un invito particolare ai dirigenti scolastici, perché “promuovano iniziative di riflessione, "per non dimenticare".

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