Mafia Capitale, Carminati: "La guerra non è finita"

3' di lettura

“Sono l’unico al 41 bis in attesa di giudizio”. Nuove provocazioni dell’ex estremista nero, in collegamento dal carcere di Parma, al secondo giorno di esame. “Il Mondo di Mezzo? Solo chiacchiere da bar, una sciocchezza: ne dico centinaia al giorno"

"Il Mondo di Mezzo? Solo chiacchiere da bar, una sciocchezza: ne dico centinaia al giorno". E poi: "Non è una novità che ero in guerra, e a quanto pare la guerra con il mondo non è finita: sono l’unico al 41 bis in attesa di giudizio”. Nel secondo giorno di esame al processo Mafia Capitale, l'ex esponente dei Nar Massimo Carminati lancia nuove provocazioni e manda nuovi messaggi forti. Rispondendo alle domande dell'avvocato Ippolita Naso in collegamento dal carcere di Parma, dove è detenuto in regime di isolamento dal dicembre 2014, l'ex estremista nero è tornato a parlare ("mal volentieri", chiarisce) del suo passato e, in particolare, della sparatoria con la polizia del 1981 e delle sue intercettazioni relative alla vicenda della Banda della Magliana.

 

"Il Mondo di Mezzo? Solo chiacchiere da bar" 

La teoria del 'Mondo di Mezzo', spiegata in un bar di via Vigna Stelluti da Massimo Carminati a Riccardo Brugia e Cristiano Guarnera e ritenuta dai carabinieri del Ros, che intercettarono quella conversazione del 2011, una sorta di documento programmatico di quella che è stata mediaticamente definita 'Mafia Capitale', altro non era che "una chiacchiera da bar. Erano delle sciocchezze, ne dico centinaia al giorno" ha detto l'ex esponente dei Nar, rispondendo alle domande dei suoi difensori. "Trovo assurdo che da quella conversazione si sia costruito un qualcosa di inesistente. Non c'era in ballo nessun manifesto o progetto di natura illecita. Parlando del 'Mondo di Mezzo', con i vivi che stanno sopra e i morti che stanno sotto, mi riferivo a quelle persone che vivono in mezzo, a cavallo tra la legalità e l'illegalità. Faccio un esempio: un personaggio noto della politica o del mondo dello spettacolo, che volesse acquistare della cocaina, non può farlo in maniera trasparente; preferisce servirsi piuttosto di un intermediario che va a comprare la droga per suo conto e che viene pagato per il servizio. Ecco, quello è il Mondo di Mezzo di cui parlavo".

Lo scontro a fuoco con la Digos 

Carminati ha rievocato anche il giorno in cui fu ferito in uno scontro a fuoco con la Digos nel 1981, episodio che gli fece guadagnare la fama di “immortale” negli ambienti della criminalità. “Io sono stato in guerra con il mondo fino a quando non mi hanno sparato quelli della Digos” - il 21 aprile 1981, giorno del suo primo arresto - “ma per me la guerra non è mai finita anche se io adesso sono al 41 bis”. “Ci hanno sparato come cani, sulla macchina sono stati trovati 145 colpi”. Ma l’ex Nar non ha recriminazioni: “Quelle erano le regole d'ingaggio a quei tempi. Punto. Non sono andato a lamentarmi, a piagnucolare. Mi sono fatto la mia galera, 40 interventi di ricostruzione. Non mi sono costituito neanche parte civile”.

 

“Solo contro tutti, ma non ho paura” 

L'ex Nar è tornato ancora una volta sul suo passato quando l'avvocato gli ha chiesto di spiegare il senso delle sue intercettazioni relative alla vicenda della Banda della Magliana. “E' sempre meglio fare la guerra solo contro tutti che tutti contro uno. Fanno la fila per ammazzarmi, ma sarà dura per tutti. Questo è il mio modo di pensare, anche se sono vecchietto, finche' dura... dura". Poi, rivolgendosi ad uno dei magistrati dell'accusa, Luca Tescaroli, definito "un buon nemico" ha aggiunto: "Lei non mi può smentire”. 

 

Lo scontro a fuoco con la Digos – Carminati ha rievocato anche il giorno in cui fu ferito in uno scontro a fuoco con la Digos nel 1981, episodio che gli fece guadagnare la fama di “immortale” negli ambienti della criminalità. “Io sono stato in guerra con il mondo fino a quando non mi hanno sparato quelli della Digos” - il 21 aprile 1981, giorno del suo primo arresto - “ma per me la guerra non è mai finita anche se io adesso sono al 41 bis”. “Ci hanno sparato come cani, sulla macchina sono stati trovati 145 colpi”. Ma l’ex Nar non ha recriminazioni: “Quelle erano le regole d'ingaggio a quei tempi. Punto. Non sono andato a lamentarmi, a piagnucolare. Mi sono fatto la mia galera, 40 interventi di ricostruzione. Non mi sono costituito neanche parte civile”.

 

“Solo contro tutti, ma non ho paura” - L'ex Nar è tornato ancora una volta sul suo passato quando l'avvocato gli ha chiesto di spiegare il senso delle sue intercettazioni relative alla vicenda della Banda della Magliana. “E' sempre meglio fare la guerra solo contro tutti che tutti contro uno. Fanno la fila per ammazzarmi, ma sarà dura per tutti. Questo è il mio modo di pensare, anche se sono vecchietto, finche' dura... dura". Poi, rivolgendosi ad uno dei magistrati dell'accusa, Luca Tescaroli, definito "un buon nemico" ha aggiunto: "Lei non mi può smentire”. 

Leggi tutto