Qualità della vita, Milano promossa dai suoi abitanti

Il Duomo di Milano (Archivio Getty)
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Secondo una ricerca dell’Università Statale nelle varie zone del capoluogo lombardo i residenti promuovono trasporti e servizi commerciali, mentre va male l’integrazione degli immigrati e la pulizia delle strade

Bene trasporti, servizi commerciali e aree verdi. Bocciatura per quanto riguarda l'integrazione degli immigrati e la pulizia. E' la fotografia della città di Milano scattata dai suoi stessi abitanti, interpellati sulla qualità della vita nelle diverse zone del capoluogo lombardo, nel corso di una ricerca condotta dall'Università Statale e coordinata dal docente di Metodologia delle scienze sociali Paolo Natale.

Città sporca - Lo studio, presentato a Palazzo Marino, è stato realizzato tra il 15 e il 25 novembre 2016 attraverso 850 interviste effettuate a persone per le strade delle 40 zone in cui è stata suddivisa la città. Dalle opinioni dei milanesi, emerge nel complesso la "scarsa criticità generale delle periferie", mentre solo per il 41% dei cittadini interpellati il livello della pulizia è soddisfacente. In particolare, di questo problema ne risentono i cittadini della Barona (periferia sud), e della zona 6.

Promossi trasporti e commercio
- Il 50% dei milanesi è molto soddisfatto del sistema di trasporto pubblico, ma se si sommano anche quelli abbastanza soddisfatti, si arriva al 90%. Voto positivo anche per le aree verdi che raggiungono il 70% (zone critiche in questo ambito sono il Municipio 2 e Città Studi), così come per i servizi commerciali (voto positivo per l’86%), mentre gli spazi culturali e sportivi trovano il favore del 54% degli intervistati.

La politica non c'entra - Secondo quanto dichiarato da Natale, "la percezione dei cittadini è quella che una giunta di destra o di sinistra non c'entra con la percezione della qualità della vita. A Milano i cittadini stanno bene e vivono bene complessivamente al di là della giunta che governa".

Meno crimini - In tema di sicurezza il 10 gennaio scorso il capo della Polizia, Franco Gabrielli, nel corso dell'audizione presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle periferie, aveva parlato di "diminuzione di reati nel 2016" a Milano, ma anche di quattro quartieri a rischio (Lambrate, Mecenate, Scalo Romana e Quarto Oggiaro).

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