La Terra sull'orlo di una nuova estinzione di massa

Museo delle Scienze "Phillip and Patricia Frost" a Miami in Florida (Getty Images)
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L'allarme arriva da alcuni studi pubblicati sulla rivista "Nature" per uno speciale sulla biodiversità. Gli esperti, però, sottolineano che ci sarebbero ancora tempi e modi per evitarla

Le specie animali e vegetali della Terra rischiano una nuova estinzione di massa. È questa la drammatica conclusione che emerge da alcuni articoli pubblicati sulla rivista "Nature" per un'edizione speciale sulla biodiversità. Ma non tutto sarebbe ancora perduto. Gli esperti, infatti, sottolineano che il fenomeno sarebbe assolutamente reversibile ed esisterebbero ancora tempi e modi per evitare lo scenario più catastrofico.

In aumento nei prossimi 50 anni le specie minacciate

L'aumento della popolazione del pianeta potrebbe far sì che nei prossimi 50 anni il numero delle specie minacciate aumenti notevolmente. È la tesi del gruppo di ricerca guidato da David Tilman dell'Università americana del Minnesota. L'incremento della densità abitativa della Terra, infatti, comporterebbe la necessità di recuperare sempre più risorse, con la conseguenza di mettere a rischio gli habitat delle varie specie, fondamentali per la loro sopravvivenza. Il pericolo maggiore per l'80% degli uccelli e i mammiferi minacciati, infatti, sarebbe proprio la perdita dell'habitat. Tra le altre cause di estinzione, secondo i ricercatori del Minnesota, ci sarebbero la caccia e minacce simili che metterebbero in pericolo la sopravvivenza del 40-50% di uccelli e mammiferi già inseriti nella lista delle specie a rischio. Tuttavia, la biodiversità rimanente sulla Terra, secondo gli esperti, può ancora essere salvata. In questo senso sono fondamentali gli sforzi internazionali verso un'agricoltura sostenibile, la riduzione della svendita dei terreni e la protezione del suolo.

Barriere coralline a rischio

Come raccontato più volte dalla cronaca nell'ultimo periodo, tra le specie più a rischio ci sarebbero anche le barriere coralline. La concomitanza tra riscaldamento globale, pratiche non sempre legali di pesca e inquinamento sta rapidamente compromettendo l'ecosistema marino provocando la sparizione dei coralli. Anche in questo caso, però, secondo il gruppo di ricerca coordinato Terry Hughes, del Consiglio delle ricerche australiano (Arc), non sarebbe troppo tardi per salvarli. "Se facciamo immediatamente i passi giusti – ha sottolineato Hughes – possiamo garantire un futuro alle barriere coralline, anche se non è più possibile farle tornare come erano".

Il valore economico della biodiversità

Difendere la biodiversità, oltre al valore inestimabile per l'ambiente, converrebbe anche dal punto di vista economico. Almeno secondo quanto emerso dallo studio pubblicato su "Nature" dal gruppo guidato da Forest Isbell dell'Università del Minnesota. I ricercatori hanno stimato che il valore economico della biodiversità sarebbe dieci volte maggiore rispetto a quanto tutti i paesi del mondo spendono per conservare le specie. Ragion per cui, aumentando gli investimenti nella protezione di fauna e flora a rischio, non solo si ridurrebbe la perdita di biodiversità, ma si otterrebbero anche notevoli vantaggi economici.

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