Antartide, rischia di staccarsi uno dei più grandi iceberg di sempre

Secondo alcuni ricercatori il distacco potrebbe provocare un innalzamento del livello del mare pari a circa 10 centimetri (Getty Images)
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La piattaforma di ghiaccio galleggiante Larsen C si è mossa di ulteriori 10 chilometri e al momento è ancorata alla terraferma da un fronte di soli venti chilometri. La sua superficie si estende per 5mila chilometri quadrati, pari a un quarto del Galles, e il suo distacco potrebbe provocare un netto innalzamento del livello dei mari

La penisola antartica a breve potrebbe perdere un pezzo importante, per l'esattezza un iceberg di 5mila chilometri quadrati. A lanciare l'allarme sono i ricercatori inglesi del progetto Midas, i quali hanno riscontrato che, dal primo gennaio, la piattaforma di ghiaccio galleggiante Larsen C si è mossa di ulteriori 10 chilometri: adesso la spaccatura che la divide dalla penisola misura circa 175 chilometri. A tenere ancorato all'Antartide quello che potrebbe diventare uno dei più grandi iceberg di sempre è rimasto solo un fronte lungo 20 chilometri e, al momento, secondo gli scienziati, non è possibile prevedere quando la piattaforma si staccherà del tutto.

 

 

Un cambiamento epocale – Nel comunicato diffuso dal Midas si legge che "l'evento cambierà radicalmente il paesaggio della Penisola Antartica". Secondo i ricercatori quando Larsen C si staccherà dalla terraferma creerà una considerevole instabilità nella zona, così come era accaduto nel 2002 con Larsen B, un iceberg più piccolo ma paragonabile per dimensioni. L'attuale blocco di ghiaccio, infatti, è uno dei dieci più grandi mai registrati e staccandosi aprirebbe la strada al deflusso di altro ghiaccio nella parte occidentale del continente. Il rischio è che il fenomeno provochi un innalzamento del livello del mare di circa 10 centimetri anche se non tutti gli esperti concordano su queste conseguenze.

 

Tenuto sotto controllo – La regione aveva evidenziato delle criticità già in passato, motivo per il quale dal 1991 vengono registrati gli spostamenti delle piattaforme di ghiaccio grazie ai satelliti Ers ed Envisat dell'Agenzia spaziale europea (Esa). Attraverso questi dati i ricercatori dell'Università di Swansea sono giunti alla conclusione che il distaccamento di un iceberg grande quanto un quarto del Galles renderebbe l'intero habitat glaciale più vulnerabile.

 

Avvisaglie già nel 2016 – Larsen C ha cominciato a suscitare preoccupazione già nel 2016 e, nel mese di dicembre, ha fatto registrare una decisa accelerazione del distacco con ulteriori 18 chilometri di spaccatura in sole due settimane. Una tendenza che aveva portato il capo ricerca dell'Università di Swansea, Adrian Luckman, a dichiarare: "Sarei stupito se l'iceberg non si dovesse staccare nei prossimi mesi".

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