Mit: scoperta la ricetta per un nuovo biodiesel ecologico

Il biodiesel può essere ottenuto da diverse fonti diverse dai combustibili fossili (Getty Images)
1' di lettura

Una ricerca dell'importante università americana, pubblicata su Nature Biotechnology, ha rivelato che è possibile utilizzare un particolare lievito, geneticamente modificato, per la produzione rinnovabile del carburante  



Gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology avrebbero scoperto un lievito in grado di trasformare grandi quantità di zuccheri in grassi utili per la produzione del biodiesel. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Nature Biotechnology e consentiranno un notevole passo avanti nella realizzazione del combustibile. L'utilizzo di questa miscela derivata da oli vegetali e altre fonti alternative a quelle fossili, infatti, non è una novità assoluta, tuttavia sino ad oggi nessun carburante di questo tipo poteva essere utilizzato su mezzi che richiedono grosse quantità di energia, come gli aerei.

 

Diesel rinnovabili - I carburanti alternativi da integrare a quelli tradizionali, come l'etanolo ottenuto dal mais, scrive il comunicato del Mit, possono essere utili per alimentare le automobili, ma non offrono sufficiente potenza per i motori di navi, camion e aerei. Il nuovo biodiesel messo a punto dai ricercatori, tuttavia, sarebbe in grado di aggirare questo problema: già da ora questa scoperta per la produzione di biofuel “potrebbe rendere la produzione di carburanti rinnovabili ad alta energia economicamente fattibile”. Non solo, secondo quanto ha spiegato il primo autore della ricerca, Gregory Stephanopoulos, il potenziale di questo carburante ottenuto dal lievito transgenico può ancora aumentare del 25% “e questo sarà l'obiettivo delle nostre ricerche future”.

 

L'esperimento sul lievito - “Il gasolio è il carburante più diffuso per la sua elevata densità energetica e l'alta efficienza dei motori diesel”, ha detto Stephanopoulos, “Il problema è che il gasolio proviene finora interamente dai combustibili fossili”. Il lievito noto col nome di Yarrowia lipolytica, però, presentava sin nella sua forma naturale una caratteristica utile ad aggirare il problema, potendo trasformare buone quantità di zucchero in grassi. I ricercatori del Mit, affermano che questa procedura potrebbe essere già vantaggiosa agli attuali prezzi dell'amido di mais, l'ingrediente base da “convertire”. Tuttavia, conclude Stephanopoulos “c'è ancora spazio per migliorare”. Secondo quanto riporta lo Swedish knowledge centre for renewable transportation fuel, la quantità prodotta di biofuel tratti da olio vegetale è di 3,8 miliardi di litri annui nel 2014.

Leggi tutto