Scienza: Ruffo(Sissa), contro ciarlatani democrazia e sapere

Friuli Venezia Giulia
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Su aggressività pseudo-scienziati. Rumiati, libertà di critica

(ANSA) - TRIESTE, 02 APR - Dibattito quanto più possibile aperto a tutti sulla scienza e, essendo quest'ultima un ambito molto specifico, inserire un corso di scienza moderna, ad esempio, nella formazione dei giuristi. Sono le proposte lanciate da Stefano Ruffo, Direttore della Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati (SISSA) che interviene così nella discussione tra scienziati veri e ciarlatani, aperta questa mattina dal fisico Carlo Rovelli con un editoriale sul Corriere della Sera a difesa della giornalista scientifica Sylvie Coyaud, rinviata a giudizio per un articolo. Rovelli sottolinea l'aggressività dei ciarlatani, pronti a querelare chiunque critichi le loro posizioni, rischia di tacitare gli scienziati veri e che eventuali rinvii a giudizio o condanne per diffamazioni di giornalisti, scienziati, o cittadini che denunciano pubblicamente "pseudo-medicine o pseudo-scienze hanno effetti devastanti per la società".
    Per quanto riguarda il primo punto, Ruffo si rifà in particolare all'iniziativa internazionale "The quantum century", che ha elaborato una sorta di 'magna charta' sulle modalità con cui trattare la meccanica quantistica da qui al 2025. Le linee fondanti sono basate su principi come "nessuno possiede la meccanica quantistica", "tutti sono invitati a discutere", "riconoscere il consenso, onorare il dissenso e ammettere l'ignoranza". Per Ruffo, inoltre, occorre "allargare il dibattito sui contenuti della scienza, ma in modo democratico: ci si dovrebbe tutti abituare a una apertura maggiore nel senso di una maggiore accettazione da parte di tutti del punto di vista degli altri".
    Per quanto riguarda il secondo punto, il Direttore della Sissa (carica equipollente a quella di Rettore), ricordando l'autismo o la Xylella, esperienze per trattare le quali è necessaria una preparazione specifica, suggerisce l'inserimento di un corso di scienza moderna per i giuristi. "Non si tratta di arroganza degli scienziati, anzi ci presentiamo in modo molto modesto e aperto. E' come ha fatto, "nel settore dei reati informatici, la Polizia postale, che si è dotata di esperti in quel campo, e sono bravissimi". Da questo punto di vista, Ruffo riconosce alla Crui, la Conferenza dei rettori italiani, una "sensibilità a questi temi, un attivismo maggiore che in passato. E' il caso della sperimentazione animale, della libertà degli scienziati".
    "Difesa delle evidenze e difesa della libertà di commentare, criticare ciò che si allontana da questo tipo di impostazione".
    Anche questo fa parte del ruolo degli scienziati secondo Raffaella Rumiati, ex vicepresidente Anvur (Agenzia nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), e docente di Neuroscienze cognitive. Rumiati interviene così nel dibattito aperto dal fisico Carlo Rovelli sul Corriere della Sera a difesa della giornalista scientifica Sylvie Coyaud, rinviata a giudizio per un articolo e contro il fenomeno della ciarlataneria e della pseudo-scienza. "Come studiosi dobbiamo assolutamente seguire la linea di ciò che ci dicono i dati, specialmente in seguito all'esperienza che abbiamo fatto dopo questo anno di pandemia. (ANSA).
   

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