Vaccino: Sinagra, 9 punti critici per una scelta consapevole

Friuli Venezia Giulia
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Consigli Dir. Dip.Cardiotoracovascolare ASUGI-Università Trieste

(ANSA) - TRIESTE, 25 DIC - L'utilità di vaccinarsi e i 9 punti critici sui Vaccini per SARS CoV2, per una scelta consapevole. A indicarli è il Direttore del Dip.
    Cardiotoracovascolare ASUGI-Università Trieste, Gianfranco Sinagra il quale ricorda che sono più di 40 i vaccini in fase di studio clinico, e più di 10 in fase di valutazione di efficacia in studi clinici di fase 3.
    Sono vaccini diversi da quelli utilizzati fino ad oggi che hanno impiegato virus attenuati o inattivati o componenti virali per stimolare la risposta immunitaria e produrre anticorpi.
    Pfizer/BioNTech e Moderna utilizzano l'RNA messaggero (mRNA) che sfrutta il processo delle cellule umane per produrre le proteine, per suscitare una risposta immunitaria.
    Il vaccino ChAdOx1 nCoV-19/AZD1222 (Università di Oxford, AstraZeneca e Serum Institute of India) si basa invece su un vettore di adenovirus di scimpanzé che esprime la proteina spike.
    I vaccini ad RNA è che possono essere sviluppati in laboratorio con materiali prontamente disponibili. Si somministrano per via intramuscolo e in due cicli di iniezioni (Pfizer a distanza di 21 giorni; Moderna di 28) e le persone devono essere controllate. Il primo è indicato per individui a partire da 16 anni e richiede conservazione e spedizione a -70 °C; mRNA 1273 (Moderna) per individui da 18 e può essere conservato a -20 °C, (si prevede sia stabile per 30 giorni alla temperatura da 2 a 8 °C).
    L'EMA ha autorizzato il commercio condizionato in UE del Pfizer-BioNTech in persone di almeno 16 anni; è già stato autorizzato in Usa, Gb, Canada. L'EMA il 6 gennaio concluderà, se possibile, la valutazione sull'mRNA-1273 di Moderna. Il vaccino mRNA Pfizer è stato efficace al 95% nel prevenire COVID-19 a 2 mesi in uno studio clinico randomizzato con più di 40.000 partecipanti. Lo studio ha mostrato una riduzione del 95% di casi di COVID-19 sintomatici nelle persone che hanno ricevuto il vaccino (8 casi su 18.198) rispetto a quelle che hanno ricevuto placebo (162 su 18.325). Lo studio ha anche mostrato un'efficacia di circa il 95% nei partecipanti a rischio di COVID-19 grave. Non ci sono sufficienti dati per valutare l'efficacia del vaccino in persone che hanno già avuto il COVID-19. (ANSA).
   

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