Violenza donne: in Trentino calano denunce e ammonimenti

Trentino Alto Adige
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Nel 39,4% aggressore è partner e nel 24% dei casi l'ex

(ANSA) - TRENTO, 24 NOV - Nel 2020 in Trentino si registra una contrazione delle denunce rispetto gli anni passati e un drastico calo nei procedimenti di ammonimento: se nel 2014 si registrava un totale di 910 eventi, di cui 722 denunce e 188 ammonimenti, nel 2020 il dato complessivo è sceso a 475 di cui 391 denunce e 84 procedimenti di ammonimento. Dal punto di vista dell'incidenza sulla popolazione femminile si registrano 2,5 casi ogni 1.000 donne, tenendo come riferimento il numero complessivo di donne tra i 16 e i 64 anni in Trentino al 1° gennaio 2020 pari a 169.314. Drammatica poi la relazione fra la vittima e il presunto autore: nel 39,4% si tratta del partner e nel 24% dei casi dell'ex partner. I dati sono stati presentati in occasione del rinnovo del Protocollo di intesa per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza di genere che vede la Provincia con Commissariato del Governo, Procure di Trento e Rovereto, Consorzio dei Comuni, Azienda sanitaria e Università di Trento.
    Le donne accolte nei servizi residenziali nel 2020 sono state 109 (104 nel 2019). Le donne che si sono rivolte ai servizi non residenziali sono state 340 nel 2020 (erano 338 nel 2019). Si rileva invece un decremento percentuale del 13,0% dei bambini coinvolti nella violenza insieme alle madri che si sono rivolte ai servizi, passando dai 624 bambini c nel 2019 ai 543 del 2020.
    Nell'89,9% dei casi il presunto autore è un uomo che proviene dal contesto familiare, relazionale o lavorativo delle donne. Le donne che si rivolgono ai servizi residenziali hanno caratteristiche diverse dalle utenti dei servizi non residenziali. Le prime sono più giovani, economicamente vulnerabili, straniere e con livelli di istruzione diversificati. Il gruppo di donne che invece accede ai servizi non residenziali è composto da donne più mature, economicamente autonome, con un livello di istruzione medio alto, italiane. Le donne che accedono alle due tipologie di servizi antiviolenza sono prevalentemente coniugate o conviventi, nel 2020 sono aumentate le utenti italiane rispetto alle straniere. (ANSA).
   

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