Terrorismo:figlia carabiniere ucciso,no grazia a sudtirolesi

Trentino Alto Adige
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Tiralongo, "non hanno mai ammesso le loro responsabilità"

(ANSA) - BOLZANO, 11 MAG - Dina Tiralongo, figlia del carabiniere Vittorio ucciso nel 1964 durante un'imboscata a Selva dei Molini, si dice contraria ad un'eventuale grazia agli ex terroristi sudtirolesi che vivono da decenni all'estero. "Gli assassini di mio padre - dice al Corriere dell'Alto Adige - non hanno mai ammesso le loro responsabilità. Nessuno ha mai detto di aver sparato. Nessuno ha mai scontato un giorno di galera".
    In merito a Siegfried Steger, uno dei cosiddetti "Bravi ragazzi della Pusteria" che recentemente Dina Tiralongo ha incontrato in Tirolo dice: "Almeno lui ha ammesso che mio padre venne ucciso dal terrorismo sudtirolese. E' stato il primo a farlo e, benché non abbia chiesto scusa e non appaia pentito, ha comunque compiuto un piccolo passo verso la verità". Secondo Tiralongo, "è già tanto, perché va considerato che, per le persone come lui che sono cresciute intrise di un'ideologia violenta e separatista, è un grande sforzo riconoscere quel che accadde. E poi i veri colpevoli non sono solo loro", dice la figlia del carabiniere ucciso facendo riferimento agli ideologi del movimento dell'epoca, come Norbert Burger. Nell'intervista Tiralongo auspica infine che "nessuno soffra più come ho sofferto io, che sia austriaco o italiano non importa". (ANSA).
   

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